Stadi al 50%, i club sospendono la vendita dei biglietti. Roma-Juve è un caso:venduti 10.000 tagliandi di troppo

Con la stretta del governo, problemi per i club che avevano invece venduto biglietti e abbonamenti pensando al 75%

Stadi, capienza al 50%: cosa succede ora ad abbonati e tifosi con il biglietto? Roma e Napoli intanto fermano la vendita
di Gianluca Lengua
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Giovedì 30 Dicembre 2021, 11:01 - Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 07:44

Con l’aumento dei contagi in Italia dovuti alla variante Omicron, il Consiglio dei ministri ha imposto un giro di vite sulla capienza degli stadi: si passa dal 75% al 50% di riempimento con la soluzione a scacchiera. Un passo indietro rispetto alla situazione precedente che obbliga le società a rivedere le politiche di vendita dei biglietti. Il primo club a reagire alla notizia è stata la Roma che attraverso un comunicato pubblicato questa mattina, ha annunciato lo stop alla vendita dei biglietti per le partite contro Juventus (9 gennaio), Cagliari (16 gennaio) e Lecce (20 gennaio): «Nei prossimi giorni verranno date ulteriori informazioni circa le modalità d’accesso alle prossime partite». Ad oggi, per la partita contro i bianconeri di Allegri sono stati venduti 42 mila biglietti (abbonati compresi), ma la capienza dell’Olimpico con riempimento al 50% passa a 32mila spettatori. Restano fuori, dunque, circa 10mila tifosi, nelle prossime ore il club comunicherà le modalità di rimborso. Inoltre, la Roma è l’unica società italiana ad aver aperto la campagna abbonamenti per tutte le partite del campionato attestandosi a una quota di 20.100 abbonamenti emessi.

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Napoli, stop alla vendita dei biglietti

Reattivo anche il Napoli che ha immediatamente fermato la vendita dei mini abbonamenti per le partite contro Sampdoria e Fiorentina e quella dei biglietti contro il Barcellona: «In ottemperanza alle nuove misure adottate per il contenimento della diffusione dell'epidemia Covid-19 e la conseguente riduzione della capienza degli Stadi al 50%, nelle more del testo definitivo, la SSC Napoli comunica che le vendite relative ai match con Sampdoria e Fiorentina (mini abbonamenti) e con il Barcellona in Europa League sono momentaneamente bloccate per poter predisporre un nuovo riallineamento della mappa dei posti a sedere». 

 

Juventus, vendita biglietti sospesa

Anche la Juventus ha bloccato temporaneamente la vendita dei biglietti. Sul sito ufficiale era impossibile già da questa mattina procedere all’acquisto dei tagliandi, poi è arrivato il comunicato ufficiale: «Juventus informa che, in attesa di ulteriori delucidazioni e conferme circa la capienza degli stadi ridotta al 50%, la vendita dei biglietti delle gare contro Napoli, Udinese e Sampdoria è sospesa.
Nei prossimi giorni verranno date ulteriori informazioni circa le modalità d’accesso alle prossime partite per chi già in possesso del tagliando».

Lazio-Empoli, sospesa la vendita dei biglietti

Si è mossa anche la Lazio che il 6 gennaio ospiterà all’Olimpico l’Empoli (ore 14.30). Il club biancoceleste ha annunciato che non sarà possibile acquistare biglietti fino a quando non verrà fatta chiarezza sulle linee guida del nuovo decreto: «La S.S. Lazio comunica di aver bloccato al momento la vendita dei tagliandi inerenti la gara del 6 gennaio con l'Empoli, in attesa delle disposizioni dettagliate del nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri. Comunicheremo al più presto la partenza della vendita».

Si ferma anche l'Inter

Si ferma anche l’Inter In vista della gara in casa contro la Lazio del 9 gennaio, l’Inter ha fermato la vendita dei tagliandi: «L’FC Internazionale Milano comunica che, in attesa di conoscere i dettagli della riduzione al 50% della capienza degli stadi, è stata sospesa la vendita dei biglietti. Ulteriori informazioni saranno diffuse alla tifoseria appena disponibili maggiori dettagli».

Cosa serve per entrare allo stadio?

Negli stadi italiani sarà consentito l’ingresso esclusivamente con il Green pass rafforzato. Per potere accedere in un impianto sarà necessario essere stati vaccinati (il Green pass sarà attivo dopo 15 giorni dalla prima dose) o guariti dal Covid da meno di sei mesi.

 

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