Sarri debutta in Champions con la Juve: è tempo di crescere

Mercoledì 18 Settembre 2019 di Alberto Mauro
Il “vecchio” e il bambino si prenderanno per mano per salutarsi da buoni amici prima del fischio d’inizio, ma poi in campo sarà una battaglia, anche generazionale. Il rodaggio della nuova Juve di Sarri è già finito con un debutto in Europa da brividi; riduttivo limitare Atletico Madrid – Juventus a duello Ronaldo – Joao Felix, ma i riflettori del Wanda Metropolitano saranno anche e soprattutto per loro due. Da una parte la bestia nera dei colchoneros, l’uomo che l’anno scorso li eliminò dalla Champions con una clamorosa tripletta allo Stadium. Venticinque reti in 33 partite all’Atletico Madrid per il capocannoniere della Champions con 126 gol preliminari esclusi, e una gran voglia di ripartire dopo la prestazione anonima di Firenze. Dall’altra il futuro. Joao Felix è nato il 10 novembre del 1999, mentre Ronaldo affinava tecnica e prestanza fisica nelle giovanili dello Sporting Lisbona. Per molti è l’erede designato di Cristiano, futuro Pallone d’Oro, con i 126 milioni di euro spesi dagli spagnoli per strapparlo al Benfica a 19 anni è diventato il portoghese più pagato di sempre, più di Figo e CR7. Ha sorpreso per personalità e lucidità dal precampionato, schiantando la Juve in ICC con un gol e mezzo (deviato da Lemar) e ritagliandosi da subito un ruolo da protagonista assoluto in una squadra che vanta un’età media di 26,5 anni contro i 28,8 della Juventus. Quattordici anni di differenza tra i due portoghesi d’oro, se l’idolo di una vita diventa avversario vuol dire che sei sulla strada giusta. 
IL PERCORSO
L’esordio in Champions dirà anche se il cammino di Maurizio Sarri sta andando nella direzione giusta, dopo gli alti e bassi di Napoli e Fiorentina. Mai come stasera servono, certezze ecco perché si cambierà il meno possibile. «Partita complicata in uno stadio difficile – spiega Sarri -, che può già indirizzare il girone. L’Atletico ha il carattere di Simeone ed è una squadra in evoluzione tattica e tecnica». La Juve di Sarri invece si è vista solo a sprazzi, ma non è il momento di insistere. «La mia sensazione è che la squadra non sia pronta a sostenere una rotazione completa, Pjanic è a disposizione». Il bosniaco è pronto a riprendersi la regia (Bentancur l’alternativa) accanto a Khedira e Matuidi, davanti Bernardeschi (favorito su Dybala) con Higuain e Ronaldo. «Non sentiamo la pressione, giochiamo sempre per vincere. Conte ha detto che sono dalla parte del più forte? Io non ho tirato in ballo nessuno, mi riferivo solo alla nostra partita, gli è stato riferito qualcosa di errato». Intanto i tifosi della Juve hanno deciso di disertare la trasferta in segno di protesta in seguito all’arresto dei capi ultrà della curva bianconera.
IL CHOLO
Simeone conosce troppo bene la Juve per non temerla. «Basta guardare i giocatori che sono rimasti fuori lista Champions per capire il potenziale della Juve, ma ci vorrà tempo per vedere quello che chiede Sarri in campo. Ci stiamo adattando a questa competizione, stiamo facendo capire ai giovani cos’è la Champions. Anche a Joao Felix». Magari glielo può spiegare Ronaldo. «E’ difficile preparare una partita contro CR7, è un animale da gol».


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