Leiva finisce ko, Inzaghi in ansia. Lesione al quadricipite

Venerdì 19 Luglio 2019 di Alberto Abbate, Valerio Cassetta
È la nota più stonata: Leiva s’è infortunatoe e rischia di tornare subito a casa. Lesione da valutare fra il primo e il secondo grado al quadricipite femorale della coscia sinistra (oggi dovrebbe parlare in conferenza stampa). Quest’inizio di pesante preparazione miete la prima vittima seria, ma anche Durmisi, Patric e Marusic (legamento) non stavano e non stanno bene e hanno abbandonato campo e fascia. E meno male che ieri pomeriggio il riposo sembrava aver allietato la giornata. Per carità, Adekanye, Vavro, Jony, Lazzari e André Anderson («Voglio restare e vincere») non sono certo così intonati, ma più che le ugole cantano i loro nuovi volti sorridenti. Con loro anche il figliol prodigo Radu può tornare a far baccano, anzi è proprio lui a organizzare, come anticipato ieri da Il Messaggero, un benedetto pranzo. Stefan festeggia il reintegro, Inzaghi si gode il coro e la ritrovata coesione di questo spogliatoio. Il rumeno è già stato perdonato, al suo sbarco lunedì aveva segnato ieri in rosso sul calendario: «Programma 18 luglio. Ore 9,30 allenamento. Pomeriggio libero», le indicazioni scritte con il gesso sulla lavagna affissa nell’albergo della Lazio. Quale momento migliore per un convivio di svago? Terminata la seduta, appuntamento al campo Zangediacomo, poi via verso Misurina. Quattro mini-van, più una macchina guidata da Peruzzi, salgono sui tornanti delle Dolomiti di Sesto. A oltre 1600 metri c’è Malga Maraia con un panorama mozzafiato. Il telefono non prende. E allora niente social, a tavola si parla, si ride, si scherza e soprattutto si mangia. Lo chef Giocondo supervisiona sulla cucina dell’agriturismo. Largo ai piatti tipici, moderando quantità e condimenti. Uno strappo alla regola dopo le ripetute intorno al lago, ma senza esagerare. Antipasto di montagna per cominciare, seguito da un tris di primi: rotolo di patate alla pancetta e ricotta affumicata, casunziei e lasagna in bianco. Per finire caffè e una crostata ai frutti di bosco. Le portate sono intervallate da urla e applausi per le esibizioni canore. C’è un clima di festa, promosso da Inzaghi, che vuole cementare la coesione dei suoi ragazzi e non si perde un attimo insieme ai suoi collaboratori, compreso il nuovo Rocchini, ex vice di Baroni al Frosinone. 
ARRIVI
Le portate sono intervallate da urla e applausi per le esibizioni canore. C’è un clima di festa, promosso da Inzaghi, che non si perde un attimo insieme ai suoi collaboratori, compreso il nuovo Rocchini, ex vice di Baroni al Frosinone. Tutta la rosa è presente e immortala il momento finale con una foto di gruppo. Ci sono anche i membri dello staff sanitario, composto dal dottor Morelli, promosso dalla Primavera, e dai fisioterapisti Caroli, Marsella, Buzzi e Maggi. Nei prossimi giorni saliranno anche il dottor Rodia, coordinatore dell’area che non ha però ancora firmato il rinnovo, il radiologo Meli e tornerà l’osteopata Brecevich. Oggi Strakosha e Casasola, effettuate le visite in Paideia, raggiungeranno il ritiro.
INSIDIE
Dall’Argentina vogliono portar via invece da Auronzo Caicedo: il Boca sarebbe pronto a un’offerta da 9 milioni, a quella cifra Lotito sparecchierebbe tutti i tavoli. Tare invece, prima di salire in ritiro, lavora per sistemare in fretta Badelj (Bordeaux o Fiorentina), Durmisi (Besiktas o Marsiglia) e Wallace (Wolverhampton), racimolare 16-20 milioni e poter anticipare l’acquisto (il Lille pronto al rilancio per chiudere) di Yazici, erede di Milinkovic: «Yusuf vuole andar via – ammette il presidente del Trabzonspor Agaoglu – e noi lo accontenteremo, ma soltanto alle nostre condizioni». Arrivano ancora smentite da Formello su Gagliardini, ma c’è un altro mediano top secret bloccato: chissà che il ko di Leiva non possa accorciare pure i suoi tempi



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LE VOCI DEL MESSAGGERO

Tutti in fila per la macchina mangia-plastica (che però è rotta)

di Pietro Piovani

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