Lazio-Inter, c'è de Vrij all'ultima sfida: «Non posso mancare»

Sabato 19 Maggio 2018 di Alberto Abbate
foto Rosi
Prima la riflessione, poi l’ultimo conato d’amore. De Vrij non si tira indietro, giovedì notte ha sciolto i suoi personali dubbi sul suo prossimo impiego: «Sapete quello che ho passato in questi giorni. Si è parlato tanto del mio passaggio all’Inter – l’sms improvviso di Stefan ai compagni nella chat di gruppo - ma io voglio starvi vicino. Voglio giocare perché è una partita troppo importante per noi e per coronare al meglio il finale di stagione». Poco importa che lui il prossimo anno rischi di perdere la Champions, l’olandese si comporta ancora una volta da campione. Anche se in realtà, dopo troppe ore di mugugni, lo fa pure per riportare l’intero spogliatoio alla normalità. E’ vero, lui si sentiva sotto pressione per l’esposizione mediatica, ma era persino la squadra da settimane a cominciare a dubitare della sua professionalità. A Crotone c’era stato un confronto a fine gara: Stefan aveva salvato la porta, eppure qualcuno in campo era convinto che invece in altre occasioni avesse tolto la gamba. Per esempio, sull’1-0 calabrese, a Radu proprio non andava di assumersi tutta la colpa. Così il rumeno (insieme a capitan Lulic) aveva parlato con Inzaghi, che in conferenza l’aveva difeso («C’è la corresponsabilità del centrale nel gol di Samy») e gettato ombre sull’ultima apparizione di de Vrij: «Valuterò se schierarlo all’ultima giornata». Dopo giorni di tormenti, però, adesso sembra esserci la schiarita.
COPERTA
Il passato e il presente contano davvero. Il gesto di de Vrij lo catapulta sull’erba contro il suo futuro. E’ il gesto sincero di chi non può dimenticare i cinque anni a Roma dove è diventato un centrale maturo. La scorsa settimana l’olandese aveva espresso qualche perplessità a Peruzzi sulla sua serenità, ieri di fronte all’asado a Formello l’ha ritrovata insieme alla complicità con la squadra. Inzaghi l’ha osservato, ci ha parlato e adesso è pronto a rimetterlo al centro della difesa. Ufficialmente non ha dato a nessuno alcuna garanzia, anche Stefan è sulla corda. Ma è difficile un’altra scelta perché pure a centrocampo la coperta è corta: se il tecnico avesse avuto almeno il senatore Parolo in mediana al cento per cento, avrebbe potuto provare a rinunciare a de Vrij. Invece, Marco – salvo miracoli last minute – al massimo andrà in panchina e non potrà dare né la sua granitica copertura né la sua esperienza: sarà ancora Murgia a sostituirlo con Leiva e Milinkovic. Marusic e Lulic chiuderanno le fasce. Con de Vrij regolarmente al suo posto e Radu a sinistra, diventa apertissimo in difesa il ballottaggio fra Luiz Felipe (in vantaggio), Bastos e addirittura Caceres a destra.
ATTACCO
Due pedine fondamentali della colonna portante ritrovate. Non solo de Vrij centrale, davanti c’è il capocannoniere Immobile a preparare le mitragliate. Nessuna paura, pestone in partitella con la Primavera già smaltito, Ciro punta dritto l’Inter: ieri pomeriggio si godeva tranquillo gli internazionali e firmava gli autografi. Domani all’Olimpico mirerà coi piedi la Champions e l’allungo decisivo sull’inseguitore Icardi. Alle sue spalle, come da tempo preventivato, nulla da fare per Luis Alberto. Ma ad aprire le nuvole a Formello ci pensa l’eurogol all’incrocio di Felipe, immortalato in allenamento. Anche col brasiliano, in vista di questo scontro decisivo, Inzaghi ha avuto un lungo colloquio. All’andata fu Anderson a dare la scossa alla Lazio nei 30’ finali, allo Scida invece il tecnico era furioso per il suo atteggiamento molle e superficiale nei 60’ iniziali. Da lui Simone pretende più cattiveria, non basteranno mica solo i suoi dribbling per prendersi la gloria.
 


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