Lazio, Immobile e Insigne l'amicizia oltre la Champions League

Lazio, Immobile e Insigne l'amicizia oltre la Champions League
di Alberto Abbate
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Mercoledì 21 Aprile 2021, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 17:47

Solo dolore, non è successo niente. Ciro si rialza e sorride. Un colpo di tacco d’Armini colpisce duro la sua tibia, Immobile si ferma per precauzione. Domani sera non si perderà per nulla al mondo la sfida col Napoli e il rientro nella sua città natale. Domenica si è sbloccato sotto porta finalmente, ora è davvero pronto al rush finale. Ciro stava soffrendo oltre modo il suo digiuno di 9 gare: ha ringhiato al Benevento, provocato il primo autogol, segnato di scavetto, sbagliato il rigore e firmato comunque il bis nel finale. Sedici punti portati alla Lazio con ogni sua rete, il bomber ora è a -13 centri da Piola, re della storia biancoceleste. Al Maradona cercherà di centrare un altro traguardo personale: segnare al Napoli per sei gare consecutive. All’andata, lo scorso 20 dicembre, dopo una manciata di minuti Immobile mise la palla nel sette, domani vuole replicare. Lo ha già promesso, scherzando, anche all’amico Insigne in Nazionale. L’ultima volta i due avevano scommesso una cena per il vincente, chissà stavolta cosa avranno in mente. 

SIMBOLI E BANDIERE

Ciro e Lorenzo, nemici-amici. Scugnizzi lanciati da Zeman nel Pescara dei miracoli e separati dalla promozione in A nel 2012. Insieme misero a segno 46 dei 90 gol totali degli abruzzesi. Un anno d’oro che li consegnò definitivamente al calcio dei grandi. Insigne e Immobile stanno vivendo momenti opposti: il primo ha appena un gol in meno (15 a 16), ma mai come in questa annata si è messo sulle spalle – anche contro l’Inter - i compagni; per la Scarpa doro invece è il momento di riabilitarsi sotto porta agli antichi splendori. Ciro e Lorenzo sono comunque gli attaccanti del popolo, dei tifosi. Loro sognavano ciò stanno vivendo oggi, quando erano piccoli. Ovviamente, alla SuperLega, non possono che contrari. Sono i simboli di un Centro-Sud spesso emarginato, ma premiato dai loro grandi sforzi. Sono proprio quelli che hanno rinunciato a più lauti guadagni pur di rappresentare le proprie (nonostante su Insigne rimangano le voci d’addio) origini o di ricambiare l’amore incondizionato (Immobile) dei propri tifosi. Sono l’esempio concreto che esiste ancora un calcio romantico, non necessariamente comandato solo dagli interessi economici, ma da altri valori. 

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FASTIDIO SUPERLEGA

La sfida fra Napoli e Lazio domani potrebbe non significare nulla, se davvero la SuperLega dovesse partire a settembre. Con Inter, Juve e Milan fuori dalla nuova Champions superstite, a oggi – insieme all’Atalanta – sarebbero qualificate entrambe. Eppure sarebbe una magra consolazione e non un premio al valore. Così c’è solo un danno d’immagine e nessun piacere. Quello che sta succedendo in queste ore, purtroppo, rischia pure di far perdere il fascino di uno scontro diretto fra concorrenti agguerrite. Cercheranno di cancellare questa brutta atmosfera, Immobile e Insigne. Anche perché, al di là di ciò che succederà, i due attaccanti vogliano arrivare al top ai prossimi Europei con la Nazionale. Entrambi si giocano un posto da titolare. Ciro tra l’altro oggi a Napoli vorrà sgombrarsi la mente dal fastidio del caso tamponi una volta per tutte. La Procura della Repubblica d’Avellino effettuerà a lui e a Strakosha il prelievo del Dna per provare a concludere l’indagine preliminare. Domani Immobile potrà pensare solo a segnare. 

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