Lazio, Felipe Anderson: «Bielsa non c'è più, mandatemi a Rio»

Felipe Anderson
di Emiliano Bernardini
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IL CASO
dal nostro inviato
AURONZO DI CADORE «Ma Felipe quando arriva?», è questa la domanda che i tifosi tutti i giorni fanno ai calciatori e allo staff della Lazio. Un sorriso, una pacca sulla spalla, ma nessuna risposta. La società non ha ancora fatto una comunicazione ufficiale, il ragazzo era atteso in ritiro ma non si è presentato. Il braccio di ferro tra Anderson e il club continua senza sosta anche se non con la stessa intensità dei giorni scorsi. All'orizzonte è attesa una schiarita. Il calciatore è ormai noto vuole andare alle Olimpiadi, inizialmente il permesso gli era stato negato in accordo con la volontà di Bielsa. Ora però il quadro della situazione è cambiato: il mister argentino non è mai arrivato a Formello e Felipe ora spera in un via libera. La società, però, non ha ancora chiarito la sua posizione e avrebbe voluto vederlo in ritiro. Felipe è invece rimasto qualche giorno di più in vacanza, non avendo la volontà di aggregarsi agli altri senza avere chiaro il futuro. Domenica, infatti, Anderson dovrebbe presentarsi nel ritiro verdeoro per iniziare la programmazione in vista dell'inizio del torno olimpico, fissato per il 3 agosto.
PAROLE D'AMORE
Ieri Anderson ha deciso di provare a forzare la mano. Lo ha fatto con intelligenza, scrivendo una lettera. «C'è un motivo se insisto. La voglia di partecipare alle Olimpiadi si basa su ciò che ho concordato con la Lazio prima di andare in vacanza, a questo vanno aggiunti i buoni rapporti e il rispetto reciproco che ci sono fra me e la società. I miei agenti hanno parlato con la dirigenza e mi era stato assicurato che sarei potuto restare qui in Brasile per andare in Nazionale. Tutto era ok fino al giorno in cui sono stato informato dell'arrivo di Bielsa, che aveva posto il veto sulla vicenda. Ora, dato il mancato arrivo di Bielsa, spero che la situazione possa cambiare e che tutto possa essere risolto. Visto che tutti nella Lazio sanno quant'è importante per me. Il club mi ha sempre appoggiato, quindi adesso non vedo perché mi debba essere impedito ora di non realizzare questo sogno». Eh già perché lui quei cerchi olimpici se li sogna anche di notte. La società lo sa benissimo e sa anche che non mandarlo potrebbe rivelarsi un boomerang. Meglio mandarlo, pur perdendolo per le prime due di campionato, ma poi riaverlo con il sorriso; o tenerlo a casa e rischiare che la malinconia lo accompagni tutta la stagione? Un quesito difficile che Inzaghi e il suo staff hanno già risolto con un tacito sì, Lotito invece ci sta ancora ragionando su.
 
Mercoledì 13 Luglio 2016, 11:04 - Ultimo aggiornamento: 11:05