Italia-Inghilterra, il Covid nell’hotel azzurro: infettato telecronista Rai. «Giocatori tutti negativi»

Italia-Inghiletrra, il Covid nell hotel azzurro: infettato telecronista Rai. «Giocatori tutti negativi»
di Alessandro Angeloni e Ugo Trani
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Sabato 10 Luglio 2021, 00:49 - Ultimo aggiornamento: 16:12

È la vigilia della finale dell’Europeo, domani sera gli azzurri sfideranno l’Inghilterra a Wembley. Ma è di nuovo scattato l’allarme a Casa Italia, come cento giorni fa. Il 2 aprile il Messaggero titolò: “Focolaio Nazionale”. Da Vilnius, dopo la partita del 31 in Lituania per le qualificazioni mondiali, tornarono contagiati una trentina tra giocatori, primo Bonucci capitano in quella trasferta, staff tecnico, compresi Vialli e De Rossi, e dipendenti della Figc. Adesso il virus è entrato nell’albergo dove Mancini e il suo gruppo hanno alloggiato prima della semifinale contro la Spagna. I positivi al coronavirus, però, sono della Rai che ha il suo quartier generale nello stesso hotel che è a meno di cento metri dal tempio londinese.

Il telecronista Alberto Rimedio e un operatore tv che segue ogni passo dei nostri calciatori da anni, entrambi vaccinati (monodose) e in isolamento nelle rispettive stanze con raffreddore e tosse (e qualche linea di febbre), aspettano di conoscere stamattina l’esito del tampone molecolare (esame tutti i 12 dipendenti della Rai ancora a Londra), dopo essere risultati positivi a un paio di test rapidi. La conseguenza dell’improvviso focolaio, segnalato ai dirigenti della Federcalcio già giovedì sera, è stata la chiusura del centro tecnico di Coverciano, subito sanificato. Anche perché ieri mattina un impiegato dell’azienda di stato, di ritorno da Londra e presente a Firenze accanto agli inviati, è risultato pure lui positivo.

I giornalisti delle varie testate hanno dovuto rinunciare alla conferenza stampa in presenza, rivolgendo le domande a Bonucci da remoto. I sette inviati Rai sono rientrati invece a Roma in isolamento fiduciario: annullato il viaggio in Inghilterra. A loro, come ad altri che sono stati nell’albergo di Wembley a contatto con i possibili positivi.

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Massima prevenzione 

La Figc fa sapere che il gruppo squadra, in bolla dall’inizio dell’Europeo, non ha avuto contatti diretti con i positivi. Nemmeno in albergo: l’Uefa ha garantito zone separate rispetto agli altri clienti. Nessun problema nemmeno con le interviste esclusive concesse prima o dopo la partita agli inviati della Rai. Le one to one sono fatte all’aperto e a distanza di sicurezza. Come da protocollo la Nazionale si è sottoposta a nuovi tamponi e oggi volerà dall’aeroporto di Peretola a quello di Luton. Cambierà ovviamente albergo, fermandosi nel Lodge del Tottenham (e si allenerà lì nel pomeriggio), a 50 minuti di bus sa Wembley Park, lo stesso che ha ospitato la Danimarca alla vigilia della semifinale con la Spagna.

L’indicazione è stata dell’Uefa, ma prima di sapere del nuovo focolaio. Tant’è vero che Mancini avrebbe voluto tornare nell’albergo dove è scoppiato il nuovo focolaio. La Rai prenderà le decisioni definitive in mattinata dopo aver saputo se il telecronista Rimedio è positivo. Il possibile sostituto dovrebbe essere Stefano Bizzotto. Cambierebbe pure la seconda voce: Di Gennaro, contatto diretto, non può tornare a Londra. Sarà Agostinelli o Giordano, dunque.

In arrivo, invece, mille tifosi dall’Italia (+125 tra ospiti e sponsor). Il via libera dell’Uefa e del premier Johnson ha ricevuto l’ok anche dal ministro dei Trasporti del governo inglese, Grant Shapps, dopo le critiche ascoltate proprio in Inghilterra: «Sono poche persone che non potranno andare in giro. È insomma un programma molto limitato». La bolla per i 1125 è stata organizzata dalla Figc: charter con partenza da Milano e Roma, bus che vanno dall’aeroporto a Wembley e subito dopo la fine della partita percorso inverso. Blitz che durerà meno di 10 ore. I mille si uniranno ad almeno altri 14 mila tifosi azzurri residenti nel regno Unito (gruppi anche dalla Scozia). Saranno più di 50 mila gli inglesi (capienza per la finale portata a 67 mila). Un po’ d’apprensione tra gli italiani di Londra: su qualche gruppo Facebook viene segnala la presenza di hooligans.

 

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