Italia, il ct e i suoi pianeti: da Gigio a Jorginho

Italia, il ct e i suoi pianeti: da Gigio a Jorginho
di Ugo Trani
4 Minuti di Lettura
Giovedì 8 Luglio 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 12:26

Il flashback oggi fa un certo effetto. L’inizio della serie infinita dell’Italia rappresenta anche il primo accenno di svolta (e di vita) sul pianeta Mancini. A Marassi, la sera del 10 ottobre 2018, il ct rinuncia al centravanti nell’amichevole con l’Ucraina di Shevchenko. Bernardeschi e Chiesa sui lati, Insigne falso nove, come è successo anche per 23 minuti della ripresa nella semifinale contro la Spagna. È il 6° match della sua gestione. E, avendo scelto di dominare e non di attendere, la gestione della partita passa per il possesso palla. Tocchi veloci e in verticale. E al palleggio deve partecipare anche chi di solito finalizza. Se ultimamente lì davanti hanno giocato Immobile o Belotti, l’idea è comunque rimasta la stessa. L’attaccante lavora per gli altri più che per se stesso. Comincia il pressing e fa reparto. Se poi pure segna, meglio. In quella notte genovese fece centro Bernardeschi che si alternò con Insigne nel ruolo di prima punta. Potrebbe essere la soluzione per la finale di Wembley. Intanto, quasi 20 milioni di italiani hanno sofferto e gioito contro la Spagna: la Nazionale spopola anche in tv.
TRADIZIONE RISPETTATA
L’imbattibilità lunga 33 partite ha come riferimento il portiere. Donnarumma è classe ‘99. Entra però in scia di chi ha fatto la storia e non da bambino. Zoff e Buffon i campioni del mondo nel 1982 e nel 2006. Solo 4 anni fa lo hanno chiamato Dollarumma, appena diciottenne, per il contratto chiesto dal suo manager Raiola per restare al Milan. Lo hanno fatto andare, adesso ventiduenne, al Psg, via a costo zero per non raddoppiargli lo stipendio. È il giocatore più continuo della Nazionale all’Europeo. In campionato sono punti, in questa competizione vittorie verso la finale.
VECCHIA GUARDIA
Ancora Bonucci e Chiellini a rialzare il muro quando meno te l’aspetti. Si presentano a Coverciano, a fine maggio, senza dare garanzie per l’Europeo. Uno sbanda, l’altro sta male. In meno di un mese si ritrovano leader e guerrigliero, regista difensivo e marcatore spietato. Bonucci tira il rigore nella semifinale contro la Spagna come dovrebbero calciare una mezzala o un attaccante. Chiellini fa diventare piccolo il gigante Lukaku. Quando il match è da dentro o fuori, loro sono dentro. Da protagonisti.
OUTSIDER SUL PALCOSCENICO
Spinazzola è stato man of the match in 2 delle 3 partite giocate. È andato vicino all’en plein, ma è stato costretto alla resa. Il fluidificante è il simbolo della nuova éra in cui l’Italia, in 3 anni, dal 21° posto nel ranking Fifa (agosto 2019) si prepara a salire di nuovo sul podio. Spinazzola sulla fascia per spingere, Di Lorenzo solo per marcare, a destra o, come martedì sera, a sinistra.
DOPPIO PLAY
Jorginho è già campione d’Europa da più di un mese, avendo vinto la Champiions con il Chelsea il 29 maggio. Scartato da Ventura fino alla notte dell’eliminazione mondiale nel play off con la Svezia, si è preso la cattedra azzurra. O professore, come lo ha battezzato Insigne, punta al Pallone d’oro. Contro la Spagna, intanto, ha realizzato il 6° rigore con la maglia della Nazionale. Su 6 tirati. Promosso specialista. Accanto a sé ha Verratti che non è solo l’aiuto regista. Comandano a turno e cantano in coro. Sono loro che hanno tolto alla Nazionale qualsiasi accenno di complesso di inferiorità davanti alle big. Si è visto contro il Belgio e la Spagna.
PANCHINA D’ORO
Locatelli non va certo fatto passare per riserva. All’inizio del torneo è partito titolare. E ha lasciato il segno, addirittura una doppietta contro la Svizzera. Pessina lo ha imitato, anche quando è entrato in corsa: due gol pure per lui. Locatelli ha avuto spazio per l’infortunio di Verratti, Pessina per il forfait di Sensi (e di Pellegrini). In difesa ha fatto il loro percorso Acerbi, a centrocampo Cristante che nel basket avrebbe il ruolo del sesto uomo.
FIRMA D’AUTORE
Chiesa, pur partendo dalla panchina, si è presentato in Europa con personalità. Altro che comparsa. Suda per la Nazionale e si accende nel momento del bisogno. Gol pesantissimi con la Spagna e il Belgio. Bellissimi come accade ai campioni. La sua qualità si somma a quella di Insigne: si sfidano nel tiroaggiro. Berardi si diverte e diverte come gli altri due. A lavorare pensano Immobile e Belotti. Compagni di stanza e di fatica. Il centravanti di questa Italia canta e porta la croce.

© RIPRODUZIONE RISERVATA