Il Sassuolo è senza 11 giocatori. Di Francesco: «Per Berardi e Duncan situazione indefinibile». Con il Rapid Vienna serve almeno il pari

Il Sassuolo è senza 11 giocatori. Di Francesco: «Per Berardi e Duncan situazione indefinibile». Con il Rapid Vienna serve almeno il pari
di Vanni Zagnoli
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Mercoledì 2 Novembre 2016, 22:30

C’è una stagione che rischia di sfuggire di mano, al Sassuolo. E’ in pista da fine giugno, gli infortunati sono 11, mezza rosa, e la classifica di serie A non è rosea, con 13 punti, complice la sconfitta a tavolino con il Pescara. Per carità, la salvezza non è in dubbio, gli eusebismi di Eusebio volgono al sereno, però… Però la situazione è delicata, in prospettiva, e allora neanche c’è voglia di evidenziare l’origine del suo nome: “Papà andò a chiedere un autografo al vero Eusebio, purtroppo l’ha perso e non se l’è mai perdonato”.

Di Francesco era un predestinato da calciatore (al Piacenza e alla Roma ha ottenuto il top) e anche da allenatore, è alla 5^ stagione di fila al Sassuolo e incarna il record di longevità su panchina italiana di vertice, contrappuntato a Max Menetti nella Reggiana basket, vicecampione d’Italia.

Il focus è sul presente, con il Rapid Vienna da fronteggiare con l’obiettivo di almeno un punto. "Magnanelli, Antei e Missiroli saranno valutati dopo la sosta -, mentre la situazione di Berardi e Duncan è indefinibile". 
Stress, hanno dato troppo per l’Europa, sono partiti troppo forte e adesso ne risentono in tanti. Per Domenico Berardi sembrava una semplice contusione al ginocchio, invece la cosa si è aggravata e la società non si sbilancia. Duncan è rientrato domenica, è di nuovo fermo per un problema alla caviglia. "Molti infortuni sono da trauma, quindi c'è anche un po' di sfortuna. Altri sono da sovraccarico come Magnanelli. Sono contento del lavoro che stiamo facendo, ma il nostro sforzo non è ripagato dai risultati”. Già, tanto sforzo per nulla o quasi. Sconfitte in sequenza, difficoltà anche nelle vittorie, sensazione di essere spesso sott’acqua, come tenuta sui 90’.

Di qui il cambio di modulo. “Abbiamo sempre adottato il 4-3-3 ma tutto si lega agli uomini che abbiamo. E di conseguenza sono costretto a cambiare. Avevo comunque optato per il 4-2-3-1, a inizio carriera”.
Il Rapid all’andata aveva strabiliato per un’ora, si è costruito l’autorete del pari e poi ha rischiato la sconfitta, non è superiore ai neroverdi. “Mi ha fatto un'ottima impressione davanti. A Vienna c'erano 26 mila spettatori, spero ne avremo tanti anche noi. Dobbiamo essere compatti e uniti in questo momento di difficoltà. Conto sul fuoco dentro dei miei calciatori, siamo in corsa per qualificarci e non dobbiamo smarrire questa possibilità". 
Cannavaro è stato operato a una mano, può tornare domenica con l’Atalanta, mentre il biondo olandese Letschert rientrerà a gennaio. Peluso da terzino farà il centrale, con il 18enne Adjapong sulla fascia. Alle spalle di Matri, i trequartisti Politano, Defrel e Ragusa, converrebbe coprirsi di più, perchè Pellegrini e Biondini rischiano di essere travolti. 

Sono 18 i convocati, con tre portieri e due giovani della Primavera, Caputo e Franchini. Sono fuori dalla lista europea anche Iemmello, Dell'Orco, Terranova e Sensi e già all'Allianz stadion sarebbero stati utili.
Di Francesco ha faticato solo nella seconda stagione, al debutto in A del Sassuolo, a gennaio serve extrabudget e intanto l’ex team manager della Roma si rabbuia. “Mi arrabbio per caricarmi, del resto ono successe tante cose quest'anno. Conto sul fuoco dentro che hanno i miei calciatori, servirà a superare le difficoltà”. 
In neroverdi si affermano due romani ed ex giallorossi, Lorenzo Pellegrini e Matteo Politano.

L’esterno destro ha 20 anni, è molto duttile. "I tanti infortunati - racconta - hanno ridotto il turnover, che per noi non è sempre il massimo, perchè vorremmo giocare sempre. Giocare sempre, a volte fuori ruolo, ti responsabilizza, serve concentrazione. Vivo la responsabilità con serenità, è il mio lavoro, non è un peso, è uno stimolo. Credo sia il mio miglior momento soprattutto per continuità, l'anno scorso faticavo ad arrivare ai 90', soprattutto ad inizio stagione, ma posso ancora migliorare”.

La molteplicità di guai crea malumore. “Anche noi vediamo i tanti infortuni, ma non ci possiamo permettere di preparare le gare con l'umore sbagliato. Siamo arrabbiati e carichi, non andiamo a fare gite, non abbiamo fatto tanto l'anno scorso per poi mollare quest’anno. Vogliamo andare avanti”. Servono almeno tre punti, possibilmente in tre partite diverse. 
 

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