Champions, Roma, Lazio e Inter: due poltrone per tre

Venerdì 20 Aprile 2018 di Alessandro Angeloni, Emiliano Bernardini e Salvatore Riggio
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foto Mancini

Roma al terzo posto, Lazio quarta e l’Inter quinta, lontana un punto dalle due romane. Cinque giornate alla fine del mini torneo a tre, 15 punti a disposizione per centrare i due posti rimanenti (Juve e Napoli sono già dentro) per la Champions 2019. Alla Roma, conti attuali alla mano, basteranno 13 punti per avere la certezza aritmetica di tagliare il traguardo, ma potrebbero bastarne anche meno e tutto dipenderà dai prossimi risultati di Lazio e Inter. Si dovrà, perciò, vivere alla giornata, a cominciare da domani quando a Ferrara andranno in campo i giallorossi contro la Spal. Domenica, poi, sarà il turno della Lazio, impegnata in casa con la Sampdoria, e dell’Inter a Verona contro il Chievo. Arrivati a questo punto, sono vietati passi falsi. Per tutti.

ROMA
C’è una Roma da campionato e c’è una Roma da Champions. Specie in questo rush finale, nel quale c’è da cullare un sogno (la finale di Kiev) e portare avanti un dovere (il piazzamento al terzo/quarto posto). Ma la squadra di Di Francesco non è attrezzata per i due impegni, nessuno a Trigoria pensava di ritrovarsi in semifinale della massima competizione europea. Ma questo è, e il fuoco va fatto con la legna a disposizione. Ecco perché è difficile, quasi impossibile, rivedere in campionato gli exploit europei, specie quando certi impegni - con Barça prima e con il Liverpool ora - sono ravvicinati. Tutto questo lascia vivere quel sogno alla squadra di Di Francesco, ma la mette a rischio per la corsa alle ultime due posizioni disponibili per la prossima Champions League. Ed ecco perché le prestazioni con Bologna e Fiorentina (prima dei due confronti con il Barcellona) e quella con il Genoa (a ridosso dell’andata con i Reds), non sono state all’altezza. Di Francesco è stato e sarà obbligato a fare turnover: l’ha fatto in parte a Bologna (tenendo inizialmente fuori, ad esempio, Dzeko), così come con la Fiorentina (Kolarov, Florenzi, De Rossi a riposo) e col Genoa (addirittura sei cambi). Quindi, il fattore lucidità sarà un elemento decisivo: nella squadra che gioca il campionato, inevitabilmente, c’è meno qualità.
IL LATO OSCURO DELL’EUROPA
La Roma rispetto alle concorrenti giocherà (come minimo) due partite in più rispetto a Lazio e Inter: la squadra di Inzaghi non ha più le coppe, quella di Spalletti non le ha avute dall’inizio. Il vantaggio, ad oggi, è che i giallorossi hanno un punticino reale in più sull’Inter, mentre uno non visibile sulla Lazio (scontro diretto a favore). Il calendario, al netto di tutte queste considerazioni, sembra sufficientemente favorevole ai giallorossi. Sufficientemente. Non è facile affrontare squadre - già domani - come Spal (al Mazza si è fermata la stessa Inter e recentemente la Juve, mentre il Napoli vi ha sofferto), Chievo e Cagliari che (chi più chi meno) si giocano la salvezza e non è nemmeno detto, vista l’aria che tira, che la Juve farà visita alla Roma alla penultima giornata con il settimo scudetto consecutivo in tasca. Può essere quasi certo, invece, che lo scontro finale con il Sassuolo non presenti insidie particolarmente esagerate.

LAZIO
La vittoria della Lazio a Firenze ha restituito ad Inzaghi una serie di certezze che sembravano svanite subito dopo il ko di Salisburgo. La prima, quella più importante è che il tecnico biancoceleste può contare su un gruppo granitico che non si abbatte, che non cede all’isteria quando fattori esterni sembrano andargli contro. Chiunque al Franchi avrebbe perso la testa sul due a zero. Non la Lazio che nel corso di questa stagione ha forgiato il suo carattere con i venti contrari. E’ vero per un po’ ne hanno rallentato la corsa ma hanno avuto anche il merito di aver dato una forma e una consistenza granitica al gruppo. Quasi un favore ad Inzaghi che sul gruppo ha puntato tutta la splendida cavalcata che i biancocelesti stanno facendo. Nessuno, nelle griglie di inizio anno, aveva messo la Lazio così in alto. Carattere sì ma anche gioco. Sarebbe sbagliato ridurre tutti agli attributi. Enormi, per carità ma da soli non bastano a spiegare il podio a braccetto con la Roma. Simone e il suo staff di altissimo livello hanno portato anche gol e spettacolo. Perfetto il 3-5-2, soprattutto ad inizio anno. Una soluzione per far coesistere tutti. A Firenze, finalmente, Inzaghi si è convinto che la difesa a quattro è possibile. Così come è possibile, anzi forse doveroso, far giocare contemporaneamente Luis Alberto, Milinkovic e Felipe Anderson.
SEMPRE CONTROVENTO
L’uscita dall’Europa League è una delusione ormai assorbita. Giusto guardare il lato positivo: Simone avrà una settimana intera per preparare le ultime cinque gare. Un aspetto fondamentale per centrare l’obiettivo Champions. I biancocelesti hanno il calendario più complicato delle tre: Sampdoria, Torino, Atalanta, Crotone e Inter. L’ultimo match potrebbe risultare decisivo. Impossibile dire se questo può rappresentare un vantaggio o uno svantaggio. Niente tabelle è il leit motiv di Simone. Una mezza verità perché chiaro che qualche conto in tasca se lo stia facendo. Vincerle tutte sarebbe bellissimo ma molto molto difficile. In questo momento bisogna alzare il bavero della giacca e camminare controvento.

INTER
Dopo un digiuno di tre partite, l’Inter è tornata a segnare. Senza vie di mezzo: o niente o quattro gol. Ne sa qualcosa il Cagliari travolto a San Siro (4-0). Un successo che ha permesso a Luciano Spalletti di passare la notte tra sabato e domenica al terzo posto, per poi incassare i successi di Roma (2-1 al Genoa) e Lazio (4-3 alla Fiorentina). Si continua a duellare a distanza con le due romane per raggiungere la Champions. Domenica pomeriggio i nerazzurri saranno al Bentegodi contro il Chievo. Il tecnico di Certaldo ha sette certezze: Handanovic, Cancelo, Skriniar, Brozovic, Rafinha, Icardi e Perisic. Sono i giocatori più in forma, ai quali aggrapparsi per centrare questo traguardo. Per l’Inter è fondamentale vincere anche perché il 28 aprile a San Siro ospiterà la Juventus.
LE MOSSE
Non ci sarà sicuramente Gagliardini: si tenta il recupero l’ultima giornata contro la Lazio, ma appare impresa ardua. Il centrocampista nerazzurro, uscito nel primo tempo con il Cagliari, si è procurato una lesione al muscolo semimembranoso della coscia destra. Al suo posto è in vantaggio Borja Valero (Vecino non è ancora al meglio). Sulla corsia di destra dovrebbe tornare titolare Candreva: se sarà così, Karamoh finirà in panchina.
 

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