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Calciatori, club, nazionali: il caso infortuni riaccende le solite polemiche

Martedì 15 Settembre 2020 di Antonello Valentini
Il danno fisico per il giocatore, il danno sportivo per la squadra, quello patrimoniale per la Roma: il caso Zaniolo riaccende le polemiche sul rapporto calciatori-club-Nazionale, in una girandola di esibizionismi legali e di rincorsa ai risarcimenti. Senza sapere che da molti anni le norme regolano questa materia, tra Fifa e Figc, nonostante l’insoddisfazione delle società perché sono loro a pagare i giocatori e a rimetterci comunque. Ma niente di nuovo sotto il sole: fu l’allora patron della Lazio Cragnotti il primo ad attaccare ben 22 anni fa. Con un’iniziativa senza precedenti per il calcio italiano, chiese -invano- 13 miliardi di lire alla Figc per l’infortunio che durante i Mondiali del ‘98 in Francia costrinse Alessandro Nesta a tornare a casa con le stampelle, picchiato duro in un doppio scontro di gioco che gli fece saltare i legamenti crociati. Un danno simile a quello di Zaniolo nella recente amichevole azzurra contro l’Olanda, a pochi mesi dal recupero dopo il primo intervento all’altro ginocchio. Superato un momento di comprensibile sconforto, il gioiellino della Roma è già pronto alla rieducazione della gamba sinistra operata in Austria per ricostruire il crociato. Resta da capire se il professor Fink -come è probabile vista la giovanissima età del calciatore- abbia scelto di suturare i due menischi (interno ed esterno) danneggiati dall’infortunio di Amsterdam, per garantirgli una lunga carriera agonistica. Sul piano assicurativo, le regole sono chiare: dal 2008 esiste il programma “Fifa protection” e sarà direttamente la Federazione internazionale a riconoscere alla Roma una percentuale sull’ingaggio di Zaniolo, in base al periodo di stop. Ma la Figc non ha mai abolito la propria polizza antiinfortuni, con un massimale di 1,2 milioni di euro e un rimborso di 100mila euro per le spese mediche. “Purtroppo, sono i rischi del mestiere”,ha sempre detto Gigi Riva, commentando gli infortuni storici di Baggio, Nesta, Del Piero. E se lo dice uno che in Nazionale si è rotto due volte le gambe, non resta che alzare le mani
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