Italia, Bonucci: «Il nostro fuoriclasse all'Europeo è il gruppo». L'Uefa: ok alla sostituzione di Sensi con Pessina

Bonucci
di Ugo Trani
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«Il nostro fuoriclasse è il gruppo». Leonardo Bonucci, vice capitano azzurro, presenta l'Italia per l'Europeo. Non ci sarà Sensi: la Commissione medica dell'Uefa ha accettato la documentazione della Figc, autorizzando la sostituzione de centrocampista infortunato con Pessina.

NESSUN PENSIERO AL MERCATO

Bonucci entra nello spogliatoio e spiega come si avvicinano lui e il compagni all'Europeo: «L'abbiamo atteso, finalmente ci siamo. Il comportamento di questo gruppo è sempre stato esemplare, è il bello della nostra squadra. Che vive sull'unione e il rispetto. Il mercato poi ci sarà sempre: ho visto i diretti interessati concentrati sulla Nazionale e la competizione. Piacerebbe a tutti partire con le cose sistemate ma potrebbe non succedere. Siamo professionisti, però. E lo sono anche i giovani, ormai cresciuti moltissimo. La cosa non mi preoccupa». Garantisce, insomma, anche per i ragazzi: «Abbiamo intrapreso una strada con Mancini: impostiamo dal basso, è successo anche venerdì a Bologna. Affronteremo rivali che hanno vinto tutto ma ci siamo: vogliamo lottare, con il nostro il modo di giocare. Serviranno tranquillità e spensieratezza. Per chi ha meno esperienza non è facile ma vogliamo aiutarli. Ma finalmente a Roma giocheremo con il pubblico: è un altro sport. Giocare coi tifosi, con la parte passionale del calcio, con chi ti spinge e aiuta, è tutta un'altra cosa. Speriamo di rendere felici i tifosi. Ringraziamo chi ha spinto per far sì che Roma fosse presente. Ce la metteremo tutta. Con il nostro entusiasmo che ha sempre funzionato. Il nostro fuoriclasse è il gruppo. Qui non c'è Cristiano Ronaldo, nè singoli come lui o Lukaku, gente che lascia il segna con gol e prestazione, giocatori che indirizzano il match. Mail gruppo qui ha sempre fatto la differenza. Dobbiamo crescere come squadra, combattere per l'Italia e per gli italiani. Dopo una parentesi così nera come il Mondiale 2018, vogliamo riportare l'Italia dove merita». Sono mancati nel percorso della nuova gestione test di primo piano. «Anche se non abbiamo affrontato rivali di alto livello, abbiamo sfidato nazionali con un'idea di gioco precisa. E siamo sempre riusciti a imporre il nostro gioco. E' un bel biglietto da visita per l'Europeo, il progetto sta prendendo sempre più forma. Vedrete che ci saranno gare in cui soffriremo. Ma siamo preparati. In una competizione così corta, pure  altri valori che inficiano sul risultato finale. Il gruppo è sano. Ha entusiasmo con i giovani e anche con chi è più esperto. Grande lavoro del presidente e del ct, si vede. Quando sono entrato qui lunedì ho respirato un'aria positiva: bisogna portarla con noi fino all'ultimo giorno dell'Europe».

SENZA VELENI

L'Italia scopre quanto sia positivo arrivare a una competizione il vento contro: «Siamo stati elogiati per due anni. Per fortuna le polemiche, per la prima volta da cui sono in Nazionale, non ci sono. E questo permette di lavorare meglio». Da difensore fa lo scaramantico quando gli ricordano dell'Italia che non prende gol da 8 partite e 785 minuti: «Il merito non è solo di chi gioca dietro. Puoi avere i difensori più forti al mondo ma se non c'è lavoro di squadra, il muro cade. In queste partite disputate, oltre a proporre gioco, c'è anche un lavoro sporco da parte di tutti. Ci auguriamo di mantenere questo trend all'Europeo, significherebbe fare un percorso netto, preciso. E poi vincere 1-0 fa sempre piacere...». Venerdì la Turchia: «Merita rispetto. L'ho vista solida contro la Francia. E ha talento con Calhanoglu, Under, Demiral e Yilmaz. Ho parlato con i miei amici Hakan e Merih. Sono carichi. Ci sentiamo spesso, abbiamo riso e parlato. Merih ha detto che non mi farà fare gol». Bonucci non sorride, ammettendosi di essersi spaventato nel primo tempo della gara contro la Repubblica Ceca. Contrasto percioloso, chiamiamolo così. «Mi sono preoccupato. Scontro duri, ancora avverto dolore. Ho avuto paura, ma sono qui. Non farà una brutta entrata a farmi fuori...»

JUVENTUS IN ALTALENA

La Nazionale per ripartire: «Non vedevo l'ora di tornare. Farlo mi ha dato entusiasmo: a Torino abbiamo fatto fatica a mantenerlo per i risultati che sono arrivati e non arrivati. Abbiamo però portato a casa gli obiettivi minimi, due coppe e la qualificazione Champions. Ci sono stati problemi come possono capitare a tutti ma va dato a Pirlo merito, di aver gestito tanti campioni nello spogliatoio. Essere di nuovo qui mi ha fatto sentire giovane, con entusiasmo e voglia. Per me dopo il Covid, l'ultimo mese e mezzo è stato difficile. Ma adesso mi sento me stesso: è bastata una settimana in azzurro. E se mi sento me stesso, posso dare il mio contributo». Alla Juve ritroverà Allegri: «E' stata la scelta giusta, puntando su un allenatore di grandissima esperienza, che conosce il club bianconero. Ci aiuterà ad a centrare gli obiettivi che una società come la Juventus fissa in ogni stagione». Paragone finale tra Conte e Mancini, dall'Europeo del 2016 in Francia a questo: «Conte è il migliore motivatore al mondo. Il suo carisma copriva le carenze tecniche che avevamo. Con Mancini abbiamo ritrovato entusiasmo, spensieratezza, talento. Sono allenatori diversi, ma numeri uno. Nel 2016 è stato un grande Europeo. Auguro a Mancini di fare meglio ancora...". L'ex compagno in bianconero Kean è stato eslcuso dai 26: «Ha deciso il ct. Qui non c'è mai stato nessuno fuori dal coro. Tutti si sono comportati in maniera egregia, credo sia stata una scelta tecnica. Nessuno in questo gruppo ha mai mancato rispetto a regole e persone. Forse per la prima volta non c'è stato nessuno che è andato fuori dalle righe. Conosco Kean da diversi anni, alterna momenti in cui sembra il migliore del mondo ad alcuni in cui vive il suo mondo. Durante il ritiro in Sadegna, comunque, è stato pronto a mettersi in gioco»

Lunedì 7 Giugno 2021, 15:10 - Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 19:43
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