Kobe Bryant morto, l'infanzia passata nei campetti in Italia, il ricordo dei vip: «Amava il nostro paese»

Lunedì 27 Gennaio 2020

«Kobe amava l'Italia», ricorda Magic Johnson, una delle leggende dei Los Angeles Lakers in lacrime dopo la morte di Kobe Bryant, 41 anni, il campione Nba morto ieri in un incidente d'elicottero a Calabasas, in California. Con lui sono morte altre 8 persone, tra cui la figlia di 13 anni.
«Mentre provo a scrivere questo messaggio, la mia mente viaggia, sono scioccato. Mia moglie Cookie e io siamo distrutti. Lo amo, amo la sua famiglia e amo ciò che ha rappresentato in campo e fuori. L'amico, la leggenda, il marito, il padre, il figlio, il fratello, il vincitore di un Oscar e il più grande Laker di tutti i tempi se n'è andato. È difficile da accettare. Kobe era un leader nel nostro sport, un mentore per giocatori e giocatrici». Era un'icona, ma anche fatto tanto per Los Angeles. Metteva il cuore per aiutare gli homeless e si batteva per i diritti delle donne nel basket. Allenare sua figlia lo rendeva felicissimo». «Kobe e io -dice ancora- abbiamo avuto tante conversazioni speciali sulla vita e sul basket. Avevamo tanto in comune fuori dal campo, mi piaceva parlargli dei Lakers, di essere padri e mariti, di quanto amavamo l'Italia. Mi mancheranno tanto quelle chiacchierate». La Laker Nation, lo sport del basket e la nostra città non saranno più gli stessi. Io e mia moglie ci saremo sempre per la famiglia Bryant. Ti ameremo per sempre».

Morto Kobe Bryant, un testimone: «Elicottero giù nella nebbia, poi è esploso»

Kobe Bryant morto, la lettera d'addio al basket

Proprio in Italia Kobe era cresciuto: seguendo papà Joe, detto Jellybean, per i campi di basket, Rieti, Reggio Calabria, Pistoia, Reggio Emilia. I tifosi apprezzavano le prodezze sotto canestro del giocatore venuto da Filadelfia.
E sono tanti i vip italiani che ora gli dedicano un ricordo commosso.
 

«Tutto il mondo, non solo sportivo, si è fermato. Personalmente sono scioccato, ero con lui meno di un mese fa a vedere una partita di calcio femminile. C'è incredulità quando se ne vanno persone di questo calibro. Abbiamo ricordato la sua grandezza, anche con un impegno nel sociale rivolto al mondo femminile. Una persona che si è sempre basata sui fatti e non sulle parole», dice Alessandro del Piero in collegamento da Los Angels. «Ricordo quando lo conobbi a 18 anni in Italia, un esempio per come interpretava il gioco e dava il meglio. Lui rappresenta qualcosa che va oltre quello che succede nei palazzetti. C'è molta tristezza».

«Onorato di averti conosciuto, Campione dentro e fuori dal campo! R.I.P», scrive Francesco Totti su Instagram postando una foto che lo ritrae con la stella dei Lakers.
E ancora: «Sei stato un esempio per la nostra generazione. Rip. Leggenda», scrive su Twitter Andrea Pirlo.
 

 

«Caro Kobe, quando ti incontrai a Los Angeles, mi resi subito conto di essere davanti ad un campione carismatico e di talento, che parlava in un italiano perfetto e che amava profondamente il nostro paese - ricorda Simona Ventura - Riposa in pace Kobe Bryant mano per mano alla tua Gianna».
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Onorato di averti conosciuto, Campione dentro e fuori dal campo! R.I.P.

Un post condiviso da Francesco Totti (@francescototti) in data:

«Per me era come un fratello più piccolo, gli ho voluto bene»: così un'altra leggenda del basket, Michael Jordan, ricorda Kobe Bryant, dicendosi scioccato per quanto accaduto, e ricordando come Kobe era anche «un padre straordinario» con sua figlia Gianna, morta con lui nell'incidente, e con gli altri tre figli.

«Io... non ci voglio credere..... ditemi che non è vero!! Che non può finire tutto così!!». È il tweet con cui la campionessa di nuoto Federica Pellegrini commenta la morte di Kobe Bryant.

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