Schwazer, ecco il testo dell'ordinanza del Tribunale e le accuse a Wada e Iaaf

Schwazer, ecco l'ordinanza completa di archiviazione e le accuse a Wada e Iaaf
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Martedì 9 Marzo 2021, 15:46 - Ultimo aggiornamento: 15:59

«Archivazione per non aver commesso il fatto». Con queste parole il gip del Tribunale di Bolzano, Walter Pelino, ha disposto l'archiviazione del procedimento penale a carico del marciatore Alex Schwazer, il marciatore campione olimpico che era stato accusato di «avere illecitamente fatto uso di sostane dopanti (testosterone), al fine di migliorare le sue prestazioni atletiche». 

Il giudice, nell’accogliere la richiesta formulata dal pm, ha ritenuto «accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati ad Alex Schwazer l’1.01.2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica ed il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati».

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Contestata la tesi di “opacità” da parte di Iaaf e Wada nelle analisi che dichiararono la positività al doping del marciatore, squalificato per otto anni, con l'accusa di recivida, nel 2016. 

L'ordinanza di archiviazione e la teoria del complotto

L’ordinanza sposa la tesi della “teoria del complotto”: la decisione di sottoporre il marciatore al controllo antidoping a sorpresa, difatti, sarebbe stata presa proprio il giorno in cui Schwazer aveva testimoniato contro due medici della federazione di atletica, accusati di aver spinto alcuni sportivi a doparsi: «Doping di Stato, dunque e una testimonianza pericolosa che non solo veniva all’interno di quel mondo, ma anche da un atleta che aveva scelto come proprio allenatore il paladino dell’antidoping: Sandro Donati. Colpire Schwazer significava, dunque, neutralizzare quella pericolosa testimonianza e, al tempo stesso, neutralizzare Sandro Donati, da quel momento allenatore di un dopato».

Il Giudice non solo ha archiviato il procedimento a carico dell’atleta, ma ha anche disposto la trasmissione degli atti al P.M. in relazione ad alcuni reati (falso ideologico, frode processuale, diffamazione) che avrebbero commesso alcuni “accusatori” di Alex Schwazer.

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