La prima in stagione di Dorothea Wierer: «Vittoria inattesa, in casa è sempre bello. Futuro? Vado ancora forte, e non penso a Milano-Cortina»

La biathleta a 32 anni non smette di stupire: "Il successo di Anterselva mi dà la carica. Continuare con le gare dopo Pechino è stata una scelta di cuore e non semplice, ma la motivazione c'è ancora"

La prima in stagione di Dorothea Wierer: «Vittoria inattesa, in casa è sempre bello. Futuro? Vado ancora forte, e non penso a Milano-Cortina»
di Sergio Arcobelli
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Lunedì 23 Gennaio 2023, 17:49 - Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 09:28

Nell'ultima tappa di Coppa del mondo prima dei Mondiali, la regina del biathlon Dorothea Wierer, ieri quarta in staffetta con le compagne Passler, Auchentaller e Lisa Vittozzi, ha colto l'attimo anche stavolta, dimostrando tutta la propria classe e vincendo la 7,5 km Sprint ad Anterselva, davanti al suo pubblico. La prima vittoria in stagione è arrivata nel posto più bello per lei, la valle dove è nata e cresciuta. E che sarà sede olimpica di Milano-Cortina 2026. Ma a 32 anni Doro, che continua ad essere competitiva ad altissimi livelli nella disciplina che unisce il tiro con la carabina e il fondo, non sa ancora se proseguirà altri tre anni fino ai Giochi di casa.

Doro, finalmente il sigillo è arrivato.
«Sì, non me lo aspettavo. Sugli sci non mi sentivo tanto bene, ma lo zero al poligono mi ha aiutata. Vincere a casa è sempre più bello, davanti agli amici e alla mia famiglia. Mi tornano i ricordi degli scorsi anni».

Ovvero quando vinse due titoli mondiali nella sua Anterselva.
«Sono molto orgogliosa di questo, lo apprezzerò di più quando smetterò di gareggiare. Ma adesso no, non ci voglio pensare».

E le due coppe del mondo vinte?
«Ce le ho in soggiorno, in una postazione».

Baratterebbe una di loro con l'oro olimpico?
«Mmm, non saprei, sono due cose diverse. Ritengo che la cosa più difficile da vincere sia la Coppa del mondo. Perché serve costanza tutta la stagione, non puoi avere malanni e non puoi saltare gare, deve andare tutto liscio. Alle Olimpiadi, invece, dipende da come stai in quei dieci giorni. Serve un po' di fortuna sotto questo punto di vista».

A Pechino 2022, con il bronzo nella sprint, è diventata la prima biathleta italiana sul podio olimpico a livello individuale. Da qualche anno, grazie a lei, molte ragazzine hanno iniziato a praticare biathlon. Cosa significa per lei?
«Sì, ho notato che ci sono veramente tanti giovani biathleti, lo vedo in Coppa Italia. Il numero negli ultimi anni è quasi raddoppiato e questa è una bellissima cosa. Il nostro sport regala adrenalina, all'inizio è come un gioco per un bambino. Se uno ha la forza di volontà e ha la grinta di faticare per andare avanti, può davvero fare qualcosa di bello».

Come mai ha scelto di continuare dopo Pechino?
«Ne ho parlato con mio marito (il tecnico Stefano Corradini, ndr): è stata una scelta di cuore, anche se non è stato semplice. Ma il finale della stagione scorsa mi ha dato ulteriore forza per continuare. La grinta e la motivazione ci sono ancora».

Dove trova la motivazione per essere sempre al top?
«Non è semplice trovare le motivazioni dopo tanti anni in Coppa del mondo. Al mio livello, ci sono giorni sì e no, periodi sì e periodi no, non è facile migliorare. Cerchiamo di dare sempre il massimo in allenamento, specialmente in uno sport di fatica in cui devi essere al 100%. E poi sono sempre ansiosa, pretendo tanto da me stessa! La mia fortuna è che sono un'atleta che vuole sempre vincere ma che vuole far fatica. Queste caratteristiche fanno parte del mio essere».

Lei è una delle sportive italiane più influenti sui social.
«Mi fa piacere, perché così si parla anche di biathlon. E io, senza il biathlon, non sarei arrivata qui».

Dall'8 febbraio ci saranno i Mondiali a Oberhof, in Germania, dove ha esordito in Coppa del mondo.
«Non è una delle mie preferite, anche se ho fatto qualche podio e ho qualche bel ricordo. Vediamo come andrà. Il livello è molto alto, ci sono tantissime nazioni forti. La vittoria ad Anterselva, però, mi dà fiducia».

Non è che ha in mente di lasciare al Mondiale?
«Sinceramente non ho ancora preso una decisione. Sono tranquilla con me stessa: nessuno mi obbliga e posso decidere dopodomani di smettere. Vedremo quando arriverà il momento. Intanto, voglio concentrarmi sui prossimi obiettivi. Ovviamente, il pensiero c'è sempre. La scorsa estate mi sono detta: potevo essere al mare e invece sono ancora qui ad allenarmi, è da quasi vent'anni che faccio la stessa vita».

E Milano-Cortina?
«Non ci penso. So che fisicamente potrei arrivarci, però mi pesa un po' il fatto di essere da tantissimi anni ad alto livello. Come atleta sarebbe un sogno ma c'è anche altro. Non solo sport. Bisogna fare i conti con tutto».

Cosa c'è nella testa di Doro dopo il biathlon?
«Ho già in mente qualche progetto e sto studiando qualcosa. Ma non è arrivato il momento, adesso c'è lo sport e poi penserò al mio futuro. Il mio sogno più grande, comunque, è mettere su famiglia. Quello non sparisce».

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