​Sanremo, ecco le canzoni in gara: le pagelle

Venerdì 19 Gennaio 2018 di Rita Vecchio
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Dall’ascolto in anteprima dei brani in gara al Festival di Sanremo 2018 emergono temi di attualità, violenza e terrorismo, mentre la musica guarda al passato anche tra i giovani.


ANNALISA - Il mondo prima di te
La voce c’è. Ma la ballad è a tratti stucchevole. La monotonia non si sblocca nemmeno nel ritornello quando canta “ci toglieremo i vestiti”. VOTO 4


AVITABILE/SERVILLO - Il coraggio di ogni giorno
Il coraggio di ogni giorno - Una world music sempre più melodica e made in Napoli («ed ho gli stessi occhi/di Scampia»). VOTO: 8


LUCA BARBAROSSA - Passame er sale
«Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti/nun è robba pe’ me». E invece alla fine le parole ci sono e la musica trascina. VOTO: 8


MARIO BIONDI - Rivederti
Dal pianismo dell’intro alla voce del crooner in italiano che canta l’amore. Sembra la scena di un film anni ’60 con Sinatra. VOTO: 7


GIOVANNI CACCAMO - Eterno
Un recitativo in crescendo che non convince. Scritta con Cheope, cerca l’amore («Prendimi la mano scappiamo via lontano»). VOTO: 4


RED CANZIAN - Ognuno ha il suo racconto
Ognuno ha il suo racconto - Un accenno di rock per quel che resta dei Pooh. «Ma non c’è mai una storia uguale a un’altra». VOTO: 5


DECIBEL - Lettera dal duca
Un epistolario immaginario da Bowie. Strofe italiane mischiate all’inglese per un pop rock che affonda nella storia. VOTO: 7


NINA ZILLI - Senza appartenere
Una donna che parla alle donne. E non può non parlare di violenza («non li chiamo più lividi sono colori e ci gioco»). VOTO: 6


VANONI/BUNGARO/PACIFICO - Imparare ad amarsi
La voce della Vanoni è garanzia. Novità non ce n’è, l’eleganza sì. («Bisogna imparare ad amarsi in questa vita»). VOTO: 8


THE KOLORS – Frida
Una canzone che gioca troppo con parole e ritmica. Cantano in italiano ma non basta. («Nessun amore è per sempre mai»). VOTO: 4


DIODATO/ROY PACI - Adesso
È il “qui e ora” di un presente che si chiama “Adesso”, senza cellulari e cambiando prospettiva in un ritornello ripetuto tre volte (troppo). VOTO: 4


RENZO RUBINO - Custodire
Troppa essenzialità. E forse si poteva osare di più. «Come abbiamo fatto a esistere/senza mai resistere/troppo giovani». VOTO: 5


RON - Almeno pensami
La scrittura di Lucio Dalla si sente. E l’interpretazione toccante di Ron arriva forte. «Ah fossi un piccione...». VOTO: 9


NOEMI - Non smettere mai di cercarmi
Equazione o slogan? Si canta l’amore e l’incontro per una richiesta d’amore senza fine («Non smettere mai di cercarmi». VOTO: 6


ERMAL META/FABRIZIO MORO - Non mi avete fatto niente
A Londra «piove sempre» e a Nizza «il mare è rosso di fuochi e di vergogna». Allegria per esorcizzare la guerra. VOTO: 4


LO STATO SOCIALE - Una vita in vacanza
Radiofonia pura. Il dilemma è: lavorare o andarsene in vacanza? E per la risposta scomodano influencer, cuochi e il “rottamatore”. VOTO: 7


LE VIBRAZIONI - Così sbagliato
Ritmi rockeggianti e la voce di Sarcina fanno un salto negli anni ’70 («ma tu che colpa hai/ se sono io sbagliato»). VOTO: 6


MAX GAZZÉ - La leggenda di Cristalda
L’opera sinfonica anni ’70 è servita con  tanto lieto fine.(»Si dice che adesso/e non sia una leggenda/la bella Cristalda/ risalga/ dall’onda»). VOTO: 8


FACCHINETTI/FOGLI - Il segreto del tempo
I Pooh ridotti ma si sentono come se ci fossero tutti. Stesso suono per una canzone che non sorprende. VOTO: 5


ELIO E LE STORIE TESE – Arrivedorci
La fine dell’onorata carriera degli ELST. La memoria è beatlesiana. E i saluti alla Stanlio e Ollio. Ironia non facile. VOTO: 6

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 17:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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