Al Parco Appio va in scena il fritto d’autore dal 31 maggio al 2 giugno

Sabato 25 Maggio 2019
Una celebrazione del fritto in tutte le sue declinazioni, quella in programma da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno a Parco Appio, nel comprensorio regionale dell’Appia Antica. Il “Tutto Fritto Festival” sarà un grande villaggio della frittura d’autore, organizzato al Parco Appio, durante il quale alle creazioni dei maestri dell’olio caldo si accompagneranno birre artigianali di alta qualità e musica dal vivo con The BeaTers, la cover band ufficiale dei Beatles che sabato 1 giugno, a partire dalle 22.30, farà rivivere le atmosfere dei concerti della storica band inglese. 
Cinque gli espositori presenti che, dagli stand del villaggio gastronomico immerso nel verde, proporranno preparazioni fragranti e dorate, tutte fritte sul momento. Protagonista assoluto della manifestazione sarà il must dello street food capitolino: il supplì, rielaborato dalla fantasia degli chef in inediti mix di sapori. Ai classici supplì “al telefono” si alterneranno rivisitazioni capaci di portare i piatti tipici della tradizione romana dentro la panatura dorata: cacio e pepe, amatriciana, gricia, carbonara, con fiori di zucca e alici, in versione “ajo e ojo” o puttanesca, con fave e pecorino o con rigaglie di pollo. Spazio anche alle pizze fritte, alla mozzarella in carrozza, al baccalà e alle particolari preparazioni di Mirko Rizzo, come i tonnarelli cacio e pepe, le fettuccine al ragù e i cannelloni con salsa di lasagna, tutto rigorosamente fritto. «In questo tipo di preparazioni – spiega Rizzo – è importante che la pasta sia lasciata al dente per poi finire la cottura durante la frittura». 

Nel corso della manifestazione sarà possibile degustare le creazioni di Stefano Callegari, inventore del celebre Trapizzino, e vedere all’opera lo chef Arcangelo Dandini. Proprio da loro arrivano le regole d’oro per la frittura perfetta: «Per fare in modo che la mozzarella all’interno dei supplì sia filante, l’olio non va mai portato a una temperatura troppo alta, ma tenuto tra i 165 e i 170 gradi», spiega Callegari. Determinante per la buona riuscita di un fritto è anche la panatura, che secondo Dandini «va preparata grattugiando rigorosamente a mano il pane, proprio come si faceva una volta, e facendolo scottare in forno per almeno cinque minuti; questo serve per proteggerlo dall’olio caldo durante la frittura. È importante inoltre che le materie prime siano sempre di altissima qualità, comprese le uova e il sale». Ogni fritto sarà proposto in abbinamento a una birra artigianale scelta per integrare, smorzare, completare o esaltare la componente aromatica di ciascuna ricetta. Per i più golosi non mancherà anche il fritto in versione dessert: ciambelle, bombe e cannoli. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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