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Pesce d'aprile e primo aprile, un giorno da ridere: ecco come nasce la tradizione degli scherzi

Tra pescatori e pesche, ecco la storia

Pesce aprile e primo aprile, un giorno da ridere: ecco come nasce la tradizione degli scherzi
3 Minuti di Lettura
Martedì 29 Marzo 2022, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 08:10

Oggi è il primo aprile, in tutto il mondo bisogna stare attenti agli scherzi che gli amici più burloni ci tireranno. Forse non tutti sanno l'origine di questa tradizione. Ci sono diverse tesi a tal proposito: dall'antico Egitto all'antica Roma, ecco come sarebbe nata l'abitudine di organizzare scherzi.

Le origini del pesce d'aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Una delle più antiche riguarderebbe il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa che stava soffocato a causa di una spina di pesce in gola; per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce. Un'altra teoria tra le più accreditate colloca la nascita della tradizione nella Francia del XVI secolo. In origine, prima dell'adozione del calendario gregoriano nel 1582, in Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il 1º aprile, occasione in cui venivano scambiati pacchi dono. La riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività indietro al 1º gennaio, motivo per cui sembra sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile, volendo scherzosamente simboleggiare la festività ormai obsoleta. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d'Avril, per l'appunto "pesce d'aprile"

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Un'altra ipotesi vede protagoniste le prime pesche primaverili del passato. Spesso accadeva che i pescatori, non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo motivo erano oggetto di ilarità e scherno da parte dei compaesani. Alcuni studiosi hanno inoltre ipotizzato come origine del pesce d'aprile l'età classica e, in particolare, hanno intravisto alcune possibili comunanze con l'usanza attuale sia nel mito di Proserpina (che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa), sia nella festa pagana dei Veneralia (dedicata a Venere Verticordia e alla Fortuna Virile) che si teneva il 1º aprile.

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