​Lavoro, le aziende tornano ad assumere ma mancano competenze. Il futuro? «Formazione a costo zero»

Marco Stronati, di Sinet Formazione fa il punto sulle opportunità per aumentare la competitività delle aziende a costo zero

Lavoro, le aziende tornano ad assumere ma mancano competenze. Il futuro? «Formazione a costo zero»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 4 Maggio 2022, 10:58

Dopo il terremoto della pandemia le aziende italiane tornano a crescere e ad assumere. Ma fanno fatica a trovare professionisti adeguatamente formati: secondo Istat  due terzi delle aziende, dice l’Istat, fatica a crescere per la mancanza di competenze necessarie.  Secondo l’Istat su 90461 aziende il 9,4% ha aumentato il personale nella seconda metà del 2021, mentre 12,1% sta assumendo. «Segnali importanti» dice Marco Stronati, direttore operativo di Sinet Formazione «Ma occorre consolidare la ripresa puntando sulla competitività. Un obiettivo che si può raggiungere in un solo modo: intercettare il cambiamento e formare imprese e lavoratori secondo standard in continua evoluzione».  

Sinet Formazione è una società con 23 anni di esperienza e la prima società di consulenza e formazione ad aver intercettato l’opportunità dei fondi interprofessionali ed aver stretto rapporti con il secondo interprofessionale per numero di aziende aderenti, Fon.AR.Com.

Secondo Stornati «è in atto una rivoluzione nel modo di fare impresa ed è necessario un cambio di paradigma, soprattutto da parte di quelle aziende che, più di altre, si sono trovate impreparate ad affrontare l’impatto della crisi economica». Di fronte a questa situazione l'esperto consiglia tre linee guida: «la formazione aziendale, continua e di riqualificazione, l’assistenza professionale per organizzazioni e aziende e la promozione per l’inserimento di giovani disoccupati e inoccupati».

La formazione finanziata, un'opportunità per le aziende

In questo contesto la formazione finanziata è un’opportunità per le aziende che possono mettere a disposizione del personale corsi di formazione e sviluppo grazie all’adesione a uno dei Fondi interprofessionali esistenti: «Dal 2003 -ricorda Stronati- alle imprese viene data la possibilità di destinare una quota pari allo 0,30% dei contributi versati all’Inps alla formazione dei propri dipendenti. Le risorse accumulate per la formazione aziendale possono essere utilizzate dalle aziende in qualsiasi momento attraverso la presentazione di un appropriato progetto formativo. Sarà poi l’Inps a trasferire il contributo al Fondo prescelto, che dovrà finanziare le attività formative per i dipendenti dell’impresa aderente. La formazione è rivolta agli adulti occupati ed hanno l’obiettivo di aumentare la competitività dell’impresa e, quindi, di rafforzare sotto il profilo professionale ed occupazionale i lavoratori». 

Accanto dunque a corsi tradizionali, come quello sulla sicurezza o quelli certificati, emergono nuove possibilità. Un esempio su tutti, sempre nell’ambito della formazione finanziata, è la formazione 4.0: “Lo Stato -dice ancora Stronati- riconosce risorse, sotto forma di credito d’imposta, a quelle aziende che si impegnano nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la loro trasformazione tecnologica e digitale".  

© RIPRODUZIONE RISERVATA