Green pass a scuola, la rabbia dei professori e dei sindacati: «Noi schiaffeggiati»

Green pass a scuola, la rabbia dei professori e dei sindacati: «Noi schiaffeggiati»
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Venerdì 6 Agosto 2021, 20:49 - Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 08:57

Il giorno dopo il varo del pacchetto di norme per la riapertura della scuola a settembre, i professori, il mondo della scuola nel complesso e i sindacati sono in agitazione. A preoccuparli e farli arrabbiare al tempo stesso, non è tanto l'introduzione del Green pass per il personale scolastico, quanto la previsione di misure che vengono sentite come punitive per chi non si adegua. Il mancato rispetto di vaccinazioni o tamponi è infatti considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il lavoratore viene sospeso e si perde la retribuzione. E si è conclusa con un nulla di fatto la riunione di stasera tra sindacati e ministero chiamata a stilare il protocollo sulla sicurezza.

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Green pass a scuola, la rabbia dei prof

«Sul Green pass per la scuola il Governo si è mosso in termini discutibili e per alcuni aspetti inaccettabili. Le misure previste per chi non ha il Green pass rispondono a una logica che definirei di giustizia sommaria, l'impressione è che stia prevalendo un'esigenza più di immagine che di sostanza», sbotta Maddalena Gissi, leader della Cisl scuola. Pino Turi della Uil parla di «schiaffo al personale che ha già mostrato di avere una coscienza civica dal momento che è già vaccinato pressoché nella sua totalità». Per Fracassi e Sinopoli della Cgil è «sbagliato far passare il personale scolastico come irresponsabile, quando il 90% è già vaccinato e ha scelto quindi di mettere in sicurezza se stesso e le scuole». Un dato, questo, confermato dallo stesso ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: «I numeri dicono che è vaccinato l'85,6% del personale ma in Liguria, Sardegna, Sicilia e Calabria sono stati fatti tanti open day rilevando più l'età che non l'appartenenza professionale, quindi credo siamo sopra il 90%».

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L'appello del ministro agli studenti: vaccinatevi

Il ministro, che rivolge un nuovo appello agli studenti a vaccinarsi, annuncia poi che «se in classe saranno tutti vaccinati si potrà togliere la mascherina», anche se su questo punto il decreto varato ieri sera rimanda a successive disposizioni ovvero linee guida e protocolli. I presidi, dal canto loro, temono che le nuove norme riversino sulle scuole una mole di compiti e incombenze in più. «Ci auguriamo che la Regione Lazio e l'assessorato alla Sanità dicano alle scuole chi ha diritto al green pass e chi no: non ci stiamo allo scaricabarile», afferma il presidente dei dirigenti scolastici del Lazio, Mario Rusconi. Il malessere è forte al punto che anche la riunione tra ministero e sindacati per il varo del protocollo per la sicurezza ha prodotto un nulla di fatto: le sigle sindacali chiedono maggiore chiarezza su molti punti e le norme sul Green pass hanno complicato il quadro: chi controllerà che siano vaccinati o con tampone recente le tante figure che ogni giorno entrano in contatto con gli studenti, dai volontari agli assistenti per i disabili?, chiedono, tra l'altro, i sindacalisti, che minacciano di non firmare il protocollo. La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana. Anche il mondo dell'università, se da un lato plaude all'introduzione del Green pass anche per gli studenti, dall'altro è molto preoccupato. Se appaiono infatti soddisfatti numerosi rettori, le associazioni degli stessi studenti fanno notare come la campagna vaccinale per i più giovani è ad una fase ancora iniziale in molti territori, che comunque il Green pass non garantisce completamente la sicurezza degli spazi e che rischia di «essere escludente». Chiedono piuttosto tamponi gratuiti e il tracciamento dei contagi negli atenei.

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