Green pass, a casa senza stipendio i professori che lo rifiutano. Università e trasporti, tutti gli scenari

Green pass, a casa senza stipendio i professori che lo rifiutano. Università e trasporti, tutti gli scenari
di Alberto Gentili
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Venerdì 6 Agosto 2021, 01:39 - Ultimo aggiornamento: 09:48

Mario Draghi accelera sui vaccini e sul «tutti in classe» da settembre. A dispetto degli altolà di Matteo Salvini, il premier imbraccia l’arma che al momento risulta essere la migliore per spingere adulti e giovani a immunizzarsi, alzare il livello di sicurezza e per mettere al bando nelle scuole e università la didattica a distanza: l’estensione dell’obbligatorietà del Green pass per il personale scolastico e universitario. «Il mancato rispetto delle disposizioni», recita il decreto varato ieri sera, «è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso».

Green pass, il giorno è arrivato


In più, il governo ha introdotto l’obbligo del Qr code per gli studenti universitari. E, dal 1° settembre, per i passeggeri di navi, aerei, bus e treni nelle tratte a lunga percorrenza, aumentando la capienza dal 50 all’80 per cento. Niente lasciapassare verde invece per bus, metro, treni regionali e traghetti su tratte brevi. Deciso anche un taglio del costo dei tamponi rapidi in farmacia: 8 euro per i ragazzi da 12 a 18 anni, 15 per gli adulti. E’ stata esclusa la gratuità dei test richiesta dalla Lega proprio per spingere la campagna vaccinale. «Abbiamo deciso di investire sul Green pass per evitare chiusure e tutelare la libertà», ha commentato in conferenza stampa il responsabile della Salute, Roberto Speranza. 

 


IL BILANCIO DEL PREMIER
Draghi, in Consiglio dei ministri, ha svolto una sorta di bilancio dei primi sei mesi di lavoro a palazzo Chigi, ringraziando i componenti del governo e il sottosegretario Roberto Garofoli: «Abbiamo lavorato bene». E ha sottolineato come l’esame delle misure anti Covid e il confronto sulla campagna vaccinale siano avvenuti in un’atmosfera ben diversa da quella che caratterizzava le riunioni a marzo: «Con cautela e allo stesso tempo con coraggio siamo andati incontro alle esigenze dell’economia, abbiamo superato la soglia di 70 milioni di dosi somministrate e siamo riusciti a tenere sotto controllo la curva del contagio. Ora l’economia cresce molto più velocemente e si prospetta un’espansione ben oltre il 5%».


Il menù delle misure varate dal governo, e approvate all’unanimità, è lo specchio della mediazione condotta da Draghi che ha preferito non partecipare alla conferenza stampa per dare il senso di un work in progress senza misure straordinarie. Ma mediate. Per addolcire la pillola a Salvini il premier ha concesso l’accesso senza Qr code ai bar e ristoranti al chiuso degli hotel (ma solo per i clienti), ha tagliato il prezzo dei tamponi, ha spostato al 1° settembre l’entrata in vigore del lasciapassare su bus, treni, navi, aerei che il fronte rigorista avrebbe voluto anticipare. E, soprattutto, ha evitato di introdurre l’obbligo vaccinale caldeggiato da Speranza.


Allo stesso tempo Draghi ha accolto gran parte delle richieste del ministro della Salute, sostenuto dal Pd e da una parte di Forza Italia. A partire dall’introduzione del lasciapassare verde nelle scuole, nelle università e nei mezzi di trasporto. Per finire con la conferma dello stop alle discoteche, considerate incubatrici di contagi.
Che questo sarebbe stato l’epilogo, l’ha fatto capire di buon mattino Salvini rilasciando una dichiarazione che limitava, e di molto, le richieste della Lega in vista della riunione della cabina di regia aperta al Cts: «Nessun Green Pass o limitazione per colazioni, pranzi e cene in albergo per i clienti delle strutture, nessun Green Pass o limitazione (almeno per tutto agosto) per i mezzi di trasporto, treni, autobus, navi ed aerei, possibilità per tutti di utilizzare tamponi rapidi e gratuiti, antigenici e salivari».


Ed è quello che alla fine, test gratis a parte, la Lega ha incassato. Tant’è, che la discussione in cabina di regia è stata minuziosa ma senza particolari attriti. Il ministro leghista Massimo Garavaglia non si è opposto all’obbligo del certificato verde per il personale della scuola, ma si è presentato al tavolo con richieste su aspetti specifici come lo stop al Green pass per gli ospiti degli alberghi e per le insegnanti incinte, proposte su cui si è subito registrata una convergenza di fondo. La discussione si è soffermata a lungo su un dettaglio: la data di entrata in vigore del certificato sui mezzi di trasporto di lunga percorrenza. Speranza, con il sostegno del dem Dario Franceschini, ha caldeggiato la data del 20 agosto, mentre la Lega ha spinto per fine settembre. La mediazione di Draghi: il 1° del mese prossimo, per non penalizzare chi è andato in vacanza senza certificato. 


Sintesi velenosa (per Salvini) di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia: «Come sempre ha vinto la linea di Speranza».

TRASPORTI

Solo per i viaggi a lunga percorrenza

Da settembre il Green pass sarà obbligatorio per tutte le forme di trasporto a lunga percorrenza: treni ad alta velocità; aerei; navi adibite a viaggi più lunghi dei trasporti locali; autobus interregionali. Non sarà chiesto il Pass invece per i trasporti locali a partire dalle metropolitane e dai bus cittadini non solo perché gli stessi sanitari non lo hanno mai previsto ma anche perché non sarebbe stato possibile controllare efficacemente gli accessi di milioni di italiani che tutti i giorni si spostano nelle città con i mezzi del trasporto pubblico locale. Sui trasporti le capienze salgono dal 50 all’80%.

SCUOLA, NIENTE PIU' DAD

Istituti chiusi in casi eccezionali

Il governo mette ordine su uno dei fronti più delicati che abbiamo vissuto durante la pandemia: la chiusura delle scuole da parte dei presidenti delle Regioni. D’ora in avanti non sarà più possibile ordinare la chiusura generalizzata delle scuole e dunque il passaggio in didattica a distanza di decine di migliaia di studenti. Regioni e Comuni potranno chiudere istituti e far scattare la didattica a distanza solo come deroga per specifiche aree del territorio o singoli istituti, esclusivamente in zona rossa o arancione o per casi eccezionali di focolai o rischio particolarmente elevato. 

SPORT

Stadi al 50% con sedute a scacchiera

Il Consiglio dei Ministri, oltre a parlare del Green pass, ha dato mandato al Dipartimento dello Sport di fornire le linee guida per la presenza effettiva del 50% del pubblico con certificazione verde e in modalità a scacchiera, dunque con la possibilità di occupare un seggiolino si e uno no nonostante il minor distanziamento tra un tifoso e l’altro. Sbrigata dunque la questione più urgente, con la richiesta iniziale della Figc di riaprire al 100% e in subordine al 50% con modalità a scacchiera. Accontentati, solo in parte, anche basket e volley con i palazzetti che passano da una capienza del 25 al 35%.

TAMPONI

Test a 15 euro e a 8 euro da 12 a 18 anni

L’uso estensivo del Green pass comporterà un aumento dell’uso di uno strumento ampiamente sottoutilizzato in Italia come quello dei tamponi (che, se negativi, danno diritto al pass valido per 48 ore). Per questo motivo il prezzo dei test, soprattutto di quelli antigenici (noti come “rapidi”) saranno calmierati. L’accordo raggiunto ieri dal governo con i farmacisti prevede un costo di 8 euro per i giovani fino a 18 anni e di 15 euro per chi ha un’età superiore. Questi prezzi dovrebbero valere fino al 30 settembre se l’intesa non dovesse essere prorogata. Vale la pena ricordare che in Italia si fanno circa 120.000 test “rapidi” al giorno.

QUARANTENE

Immunizzati isolati per 7 giorni

Com’è noto, anche i vaccinati che entrano in contatto con un positivo devono fare la quarantena cioè stare a casa per alcuni giorni durante i quali effettuare tamponi di controllo. La novità emersa ieri è che gli immunizzati, cioè coloro che hanno due somministrazioni anti-Covid, in caso di contatto ravvicinato con un positivo dovranno stare a casa solo 7 giorni invece dei 10 previsti “normalmente”. I nuovi termini dovrebbero essere indicati da una circolare del ministero della Salute per specificare che la quarantena potrà terminare al settimo giorno, dopo tampone negativo. 

ALBERGHI

Per accedere non serve il certificato

I clienti degli alberghi che vogliono accedere ai ristoranti e ai bar al chiuso nelle strutture di cui sono ospiti non dovranno utilizzare il Green pass. Il chiarimento è arrivato durante l’esame delle misure da parte dei capigruppo di maggioranza svoltasi ieri mattina. Nel corso della discussione parte della maggioranza avrebbe voluto introdurre anche per gli alberghi l’obbligo di presentare la Certificazione Verde ma alla fine si è deciso di mantenere invariata la norma attuale. Attenzione, però: se un hotel dispone di un ristorante al chiuso che accetta clienti “esterni”, questi ultimi dovranno mostrare il Pass.

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