Vaccino ai bambini, l'immunologo Minelli: «Non è una priorità, prima gli over 60 che mancano»

Vaccino ai bambini, l'immunologo Minelli: «Non è una priorità, prima gli over 60 che mancano»
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Mercoledì 28 Luglio 2021, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 15:30

Sul vaccino ai bambini, ecco la situazione: «Considerando l'attuale stato dell'arte, non mi pare si individuino elementi di pressione tali da far risultare la vaccinazione pediatrica anti-Covid, argomento di significativo interesse tanto da farne priorità nei protocolli di prevenzione. A meno che non si tratti di bambini con storia nota di malattie che richiedano particolari attenzioni soprattutto sul versante immunologico o di bambini che abitino con adulti fragili e impossibilitati a vaccinarsi». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute l'immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata, commentando gli ultimi sviluppi sul fronte del vaccino anti-Covid per i bambini under 12.

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«Piuttosto, obiettivo primario nelle agende degli enti preposti rimanga la copertura completa di tutta la popolazione adulta, considerando che ad oggi nella fascia di popolazione di età superiore ai 60 anni, si contano ancora più di 2 milioni di persone mai vaccinate e dunque a rischio di contrarre la malattia in forma severa, e poco meno di 2 milioni con vaccinazione incompleta», rimarca Minelli.

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L'immunologo ricorda che «in quanto a probabilità di essere contagiati e di infettare a loro volta altre persone, i bambini risultano essere la categoria di persone decisamente più sicure. E questo vale anche per le infezioni causate da varianti. A fronte di questi benefici, proviamo per contro a soppesare i rischi. Tra questi ultimi non si può non menzionare una casistica di pericarditi e miocarditi documentata in bambini e adolescenti sottoposti a vaccinazione e riconosciuta anche dalla Fda, unitamente alla mancanza di dati esperienziali relativi agli effetti a lungo termine di questa vaccinazione su larga scala».

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«E, d'altro canto, non mi sembrerebbe etico prevedere, solo per proteggere gli adulti, una vaccinoprofilassi specifica per i bambini, nei quali abitualmente la Covid generare solo sintomi lievi. Francamente mi parrebbe un paradosso», conclude Minelli.

 

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