Viaggiare da soli? “Un sacco bello”. Anche senza andare in Polonia

Sabato 17 Agosto 2019 di Mauro Evangelisti
Un tempo viaggiare da solo veniva visto quasi come un ripiego da imbranati perché sullo sfondo appariva sempre la fenomenale gag del personaggio di Verdone che cerca un compagno per andare in Polonia a Ferragosto. Oggi è una scelta apprezzata da molti, un valore aggiunto per tutte le età (se ci sono esigenze familiari, allora comprensibilmente il discorso cambia). Perché molti lo preferiscono? Non devi iniziare furiose trattative per scegliere la destinazione, incrociare le ferie a disposizione, puoi acquistare il biglietto super scontato quando capita l’occasione cogliendo l’attimo. Voli quando vuoi tu, con la compagnia aerea che vuoi tu.

Segui i ritmi e i percorsi che vuoi tu, se all’alba vuoi visitare un tempio nella giungla lo fai, se il giorno dopo vuoi smaltire la sbornia restando tutto il giorno in hotel lo fai. Non sei costretto a parlare con qualcuno (come invece avviene nella vita normale), ma allo stesso tempo sei aperto a nuove conoscenze e puoi parlare con chiunque. Il viaggio in coppia o in gruppo spesso si trasforma semplicemente nel costoso trasferimento delle tue abitudini e delle tue conversazioni da un’altra parte; il viaggio da solo ti porta a conoscere, nuove persone e nuove storie di vita. E poi non devi fare lunghe e penose telefonate per cercare qualcuno che venga con te in Polonia a Ferragosto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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