Roma centrale degli scambi delle Borse Ue, Nattino: «È un segnale di rinascita che ci riporta a competere con le altre piazze europee»

Roma centrale degli scambi delle Borse Ue, Nattino: «È un segnale di rinascita che ci riporta a competere con le altre piazze europee»
di Francesco Pacifico
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Martedì 9 Novembre 2021, 08:06

Una doppia vittoria. «Intanto Roma ha fatto un passo avanti sul versante finanziario rispetto ad altre capitali. Anche perché le stesse attività potevano essere trasferite altrove, in altre City europee». Poi, «soprattutto, per la Città Eterna è un segnale in controtendenza dopo tutte le realtà, non solo economiche, che ha perso in questi anni». Arturo Nattino, amministratore delegato e direttore generale di Banca Finnat, saluta la decisione di Euronext, la principale infrastruttura di mercato paneuropea che comprende anche Borsa Italiana, di trasferire tutte le attività di clearing sui titoli e sui contratti del suo circuito verso l'italiana Cassa di Compensazione e Garanzia che ha sede a Roma.

Qual è la valenza di questo passaggio per la Capitale?
«Dal punto di vista istituzionale si riafferma il primato di Roma, ma viene riconosciuta anche la capacità della nostra città di essere competitiva, di creare eccellenze, in campi dove attualmente non siamo centrali. Ma devo fare una premessa».

Prego.
«Questa decisione è la diretta conseguenza di una situazione de facto: Euronext è proprietaria di Cassa di Compensazione e Garanzia, che è l'unica struttura di clearing che il gruppo possiede. Oggi tratta solo i titoli italiani, ma per quelli di altri Paesi la stessa Euronext si affida alla cassa di garanzia legata al London Stock Exchange, un soggetto esterno. Proprio per questo è prevedibile un rafforzamento molto importante delle attività che hanno già sede a Roma».


Di quale entità sarà il rafforzamento?
«È ancora presto per indicare i valori in termini economici diretti, che però saranno sicuramente notevoli perché CC&G è il soggetto che su ogni transizione mobiliare prende le commissioni. E su questa realtà, che ha i suoi uffici nella Capitale, arriveranno tutte le operazioni sui titoli che fanno capo alla piattaforma paneuropea. E sono tantissimi (si stimano che le operazioni processate siano pari a oltre 21 miliardi, ndr). Tutto dipenderà dalla velocità con cui si intraprenderà il trasferimento verso la Cassa di Compensazione e Garanzia da parte delle altre Borse, ma man mano che l'aggregazione si completerà: il suo attuale giro d'affari potrebbe raddoppiare se non triplicare. Poi ci sono le ricadute sulla città».


Può delinearne alcune?
«Euronext fa una mossa tesa a valorizzare un proprio asset, che è già di per sé un'eccellenza. Questo è però anche il segnale che Roma, da sempre in seconda fila sul fronte finanziario rispetto a Milano e ad altre piazze di Paesi con mercati più evoluti, avrà un ruolo completamente diverso e sicuramente più centrale nello sviluppo di Euronext. Ciò significa che non soltanto questa eccellenza viene rafforzata con l'aumento a dismisura delle transazioni, ma che la stessa Capitale sarà meta di investimenti internazionali per la centralità acquisita in tal modo».


È immaginabile una Roma anche capitale finanziaria?
«Non corriamo troppo. È però vero che la città si prepara a rafforzarsi in un focus che non è mai stato il suo. Io vedo tutto questo come qualcosa di molto positivo, anche perché avviene su un segmento finanziario sia pure molto specifico, ma decisamente importante».


Quali saranno materialmente le ricadute?
«CC&G è anche un'eccellenza di natura tecnologica di quello che chiamiamo il post trading, sicché nella Capitale si svilupperanno nuove professionalità, in particolare legali di settore, che oggi mancano. In parole povere, sono nuovi posti di lavoro. Poi, per decidere sulle attività di clearing, si dovrà venire in via Tomacelli da tutta Europa. Tante realtà internazionali, non solo finanziarie, apriranno uffici o cercheranno un appoggio locale. E già questo è significativo per chi fa intermediazione. Probabilmente assisteremo a un processo opposto a quello di cui è stata protagonista la Consob, che nel tempo ha spostato a Milano alcuni dei più importanti uffici».


Quali saranno gli effetti per il mercato italiano?
«Dal punto di vista delle infrastrutture tecnologiche e tecniche a supporto del mercato, altre realtà italiane come Montetitoli potrebbero seguire il percorso di CC&G e vedere accrescere il loro peso nel circuito Euronext».

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