Roma, San Giuseppe dei Falegnami si prepara alla riapertura: concluso il restauro per la Festa del papà

Venerdì 20 Marzo 2020 di Laura Larcan

Mancava solo lui, il bambino Gesù. Dolce protagonista della Natività, concepita in legno e stucco dorato quattro secoli fa per brillare al centro del sofisticato soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami. L’ultima statua è stata ricollocata con cura materna e perizia dall’équipe di restauratori e architetti, e quel puzzle titanico della copertura a cassettoni, ad un’altezza da vertigine, è finalmente completato. Diciannove mesi esatti dal drammatico crollo improvviso del tetto della basilica. Erano quasi le ore 15 dell’afoso 30 agosto del 2018, quando si schiantarono sul pavimento le travi del tetto, inondando l’aula di macerie tragiche, e lasciando uno squarcio su quasi l’intera struttura.

Crollo tetto a Roma, ecco quel che resta della Chiesa dopo l'incidente

Crollo del tetto nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami: rischiano il processo in due

Pochi giorni fa c’è stato il passaggio chiave, con la posa dell’ultima scultura (lunga oltre un metro e mezzo) che è tornata a splendere, nel senso letterario del termine, dopo un lungo e complesso intervento di restauro avviato il 3 giugno del 2019. Il bambinello, con i riccioli gonfi, lo sguardo mite e il braccino alzato a richiamare l’affetto della Madonna e San Giuseppe. Un momento significativo per tutto lo staff del cantiere, da Don Pier Luigi Stolfi, direttore dell’ufficio Edilizia di Culto del Vicariato, Alessandro Bozzetti progettista e direttore dei lavori, e monsignor Daniele Libanori vescovo ausiliare per il settore Centro e rettore della chiesa. Figura che ci si è abituati a conoscere durante l’estate del crollo della chiesa: lui stava riposando nella stanza accanto all’Oratorio nel momento fatidico. Di lì a poco si sarebbe dovuto celebrare un matrimonio.

La conclusione, sotto la supervisione scientifica della Soprintendenza speciale di Roma, era stata programmata proprio per la festa del papà del 2020 e i tempi sono stati rispettati. San Giuseppe dei Falegnami ha di nuovo il suo capolavoro. Una vera e propria festa (con tanto di bignè come da tradizione) non c’è stata, per le misure di sicurezza da allarme coronavirus. Ma una benedizione virtuale sì, con il sopralluogo tecnico effettuato ieri mattina dall’intero staff.

«L’apertura è solo rinviata, vorremmo tanto fare la festa per la comunità il primo maggio», annuncia do Libanori. Un augurio che condivide anche la soprintendente Daniela Porro. I ponteggi che incartavano la volta stanno gradualmente sparendo. Si sta concludendo anche il consolidamento delle pareti della chiesa, così come si sta ricompattando tutto il pavimento dell’aula, duramente danneggiato sotto al peso delle macerie collassate. Si stanno smontando le colossali griglie metalliche che per mesi hanno aiutato i tecnici per l’impresa di mettere in sicurezza e risanare le murature.

Il tetto, tra capriate lignee e tegole esterne era stato già ricostruito l’estate scorsa, ad un anno dal crollo. I maestri dell’Istituto Superiore di conservazione e restauro del Mibact hanno integrato fratture e lesioni delle statue che impreziosiscono l’apparato decorativo del soffitto a cassettoni. Il lavoro è stato enorme. Ricomporre le parti originali (quasi il 90 per cento, per fortuna) con integrazioni compatibili e in armonia estetica. Lo si nota proprio nel sistema delle cornici e fregi che rivestono quel capolavoro secentesco che è la copertura della navata della chiesa, Un’operazione delicata. Il tutto, abbinato anche a nuovi apparati conservativi come il sistema di isolamento termico, che permetterà di controllare il microclima del sottotetto, ideale per la conservazione del legno. Si attende l’apertura ufficiale che sarà dettata dall’emergenza.

Ultimo aggiornamento: 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani