Rifiuti a Roma, ecco i finti netturbini: «La raccolta? A pagamento»

Rifiuti Roma, finti netturbini Ama: «Per la raccolta si paga»
di Lorenzo De Cicco
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Sabato 10 Luglio 2021, 21:59 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 00:27

Forse perché di netturbini veri in giro non se ne vedono abbastanza, nei quartieri più vessati dalla crisi dell’immondizia spuntano quelli finti. Ben disposti a portar via gli scarti dell’indifferenziata o i rifiuti ingombranti. A pagamento, ça va sans dire. Una truffa sulla pelle dei cittadini, esasperati dai mucchi di pattume che lievitano sui marciapiedi da oltre un mese. Qualcuno probabilmente cade nella trappola, accettando di pagare un extra non dovuto (anche perché la Tari a Roma è già tra le più salate dello Stivale) pur di liberarsi degli scarti abbandonati per giorni sotto il portone di casa o davanti alla vetrina del negozio. Anche l’Ama è a conoscenza dell’imbroglio e ha affidato la pratica agli avvocati. Nel frattempo nei quartieri qualcuno ha fiutato il raggiro e ha già presentato denuncia alla Polizia locale.

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Le zone

Alla Balduina è stata avvistata (e paparazzata) una monovolume verde che gira da giorni con una fiancata particolare: c’è un grande adesivo con scritto «Raccolta differenziata» e il logo dell’Ama che sembra ritagliato e incollato sopra. La società del Campidoglio non ne sa nulla, conferma l’amministratore unico, Stefano Zaghis. Che annuncia di avere già avviato l’iter per una denuncia: «Stiamo facendo tutte le verifiche con il nostro ufficio legale». Su Marketplace, il popolare sito di annunci agganciato a Facebook, c’è chi si offre di portare via gli ingombranti «in collaborazione con l’Ama». Che anche in questo caso non ha alcun legame con l’offerta commerciale. Qualcuno, ingenuamente, potrebbe cadere nel tranello, anche se un indizio sulla professionalità degli operatori, a dirla tutta, arriva dalla grammatica. Oltre a ritirare «gli ingombranti a prezzi ragionevoli», cioè «50 euro», gli operatori garantiscono: «Svotamo gli appartamenti». Evidentemente fra un trasbordo e l’altro si sono dimenticati la “i”. Annunci di questo tipo sono dannosi per due ragioni: intanto perché si chiedono soldi, con l’inganno, per un servizio che l’Ama, quella vera, svolge gratis. E poi perché a quelle cifre, molto al di sotto dei valori di mercato anche per le ditte private regolari, è probabile che gli scarti finiscano in qualche discarica abusiva, a cielo aperto, senza che si proceda col corretto conferimento. Un comitato, “Prati in azione”, si è accorto della frode dell’annuncio su Marketplace e ha presentato un esposto al Nad, il Nucleo Ambiente e Decoro dei vigili urbani. Per il resto si muoverà l’Ama, che già un anno fa aveva denunciato una banda di finti netturbini, che avevano messo nel mirino gli appartamenti di chi era in quarantena per il Covid, dove si recavano spacciandosi per addetti della raccolta domiciliare. «Ma gli operatori ecologici (veri) non entrano mai dentro le abitazioni private e nessun incaricato dell’azienda capitolina ha avuto disposizioni di contattare gli utenti a tale scopo», spiegò all’epoca la municipalizzata.

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L’emergenza

Tornando alla crisi di questi giorni, entro mercoledì è attesa l’ordinanza di Raggi per riaprire la discarica di Albano - la firmerà come sindaca della Città metropolitana, l’ex Provincia - una mossa che dovrebbe permettere all’Ama di avere uno sbocco in più dove indirizzare i camion che, altrimenti, rimangono sempre più spesso fermi. Parcheggiati anche per un giorno intero col pattume dentro, aspettando che nei pochi impianti disponibili si faccia spazio. «Proviamo a far sparire i rifiuti sui mezzi, alla David Copperfield», è la battuta dell’ad Zaghis. Ma la magia, a giudicare da quanto accade nei quartieri, difficilmente riesce. Mentre continuano i roghi dei cassonetti, Ama promette di rimpiazzarli tutti e 41mila entro il 2023, si partirà in questi giorni dal XV Municipio, tra la Cassia e Ponte Milvio. I vigili nel frattempo si smarcano dai controlli sui sacchetti abbandonati e sui roghi: l’assessora di Raggi all’Ambiente, Katia Ziantoni, aveva strigliato gli agenti, chiedendo loro di essere più incisivi sul tema. La replica del Supl (sindacato unitario lavoratori polizia locale): «Decliniamo ogni responsabilità sui controlli, è ridicolo accostare l’attività del Corpo al fallimento della gestione dei rifiuti».

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