Rifiuti a Saxa Rubra: ultimatum del governo a Comune e Regione

Rifiuti a Saxa Rubra: ultimatum del governo a Comune e Regione
di Francesco Pacifico
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Giovedì 8 Luglio 2021, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 10:53

I residenti aspettano ancora che lì, dove un tempo c’era il “Grande teatro”, si crei un parcheggio. Invece, a Saxa Rubra, i cittadini vedranno passare ogni giorno cento tonnellate di rifiuti indifferenziati in più rispetto a oggi, destinati a essere trasferiti dai camion della raccolta a quelli destinati a Tmb e discariche. Nuova misura tampone per arginare l’emergenza rifiuti nella Capitale. Una situazione che non piace al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ieri ha lanciato un doppio diktat al Comune e alla Regione: la prima deve dotarsi di una discarica, l’altra aggiornare il suo piano dei rifiuti. Perché, in una Roma invasa dall’immondizia, il Campidoglio ha deciso di aumentare le quantità di trasbordo di materiali nel piazzale di Saxa Rubra.

 

Rifiuti a Saxa Rubra, l'ira dei residenti 

Quando fu aperto - nel 2019 - scatenò le ire dei residenti e dei dipendenti della Rai. Dal Comune spiegano che, con un’ordinanza firmata dalla sindaca, hanno accolto la richiesta di Ama di portare da 200 a 300 tonnellate le quantità di trasbordo giornaliero, anche perché se i rifiuti restano in strada non è soltanto perché mancano gli sbocchi (cioè le discariche) ma anche per i problemi logistici della municipalizzata: i camion fermi per manutenzione; l’alto numero di addetti inabile e quindi non abilitato a tutte le operazioni di raccolta; soprattutto la mancanza di aree per il trasbordo e la trasferenza: nella prima il rifiuto passa dal mezzo destinato alla raccolta a quello che deve portare il materiale agli impianti, nell’altra il rifiuto viene accatastato per alcuni giorni per essere poi trasferito altrove.

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Pezzi importanti nella chiusura del ciclo dei rifiuti per evitare che l’immondizia resti in strada. Per capire la situazione, va detto che Ama, dopo l’intervento della magistratura che ha ridotto l’attività al Tmb di Rocca Cencia, ha dovuto ridurre del 30 per cento la trasferenza nel sito. Spiega Stefano Simonelli, presidente del XV Municipio: «Da parte nostra c’è la massima disponibilità a risolvere la situazione, anche se non ci hanno chiarito le quantità inviate. Ma non siamo entusiasti. Sia perché deve essere una situazione provvisoria, invece andiamo avanti da due anni, sia perché su quell’area abbiamo progetti di riqualificazione come fare un parcheggio per i residenti». Gli stessi residenti sono più preoccupati: «In teoria - spiega Marco - i rifiuti nel bilico dovrebbero passare da un camion all’altro, il problema è che vista la situazione restano nella piazzola anche per giorni e la puzza, i topi e la sporcizia crescono». 

Riunioni oggi al limite 

Oggi, intanto, Comune, Città Metropolitana e Regione sono attesi al ministero della Transizione ecologica per mettere in campo soluzioni durature. Ieri Cingolani, abbastanza contrariato per il prolungarsi dell’emergenza, misurando i toni ha spiegato: «Stiamo chiedendo a tutte le parti di fare uno sforzo». Quindi ha spiegato che Roma ha chiesto una settimana in più per definire «la scelta definitiva del sito bianco di lungo termine». Mentre il Lazio deve «andare speditamente verso il riesame del piano integrato rifiuti perché va aggiornato. Non è una roba di una settimana, perché è una cosa più grande».

Queste parole sono state interpretate dai due duellanti a uso e consumo. Ecco Massimiliano Valeriani, assessore regionale ai Rifiuti: «Condividiamo pienamente le valutazioni del ministro Cingolani sull’esigenza che il Comune di Roma indichi il proprio sito di smaltimento definitivo, come ripetiamo da tempo». Replica dal Campidoglio, la sua omologa Katia Ziantoni: «Noi non dobbiamo indicare alcun sito in città. a occuparsene casomai è la Città Metropolitana che sta aggiornando, in questi giorni, le cartografie delle aree idonee e non idonee, e che soprattutto è pronta a firmare un’ordinanza per il catino di Albano. Intanto il ministro conferma che il piano regionale deve essere aggiornato».

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Dall’ex dicastero dell’Ambiente ammettono che le parole del ministro possono essere fraintese. Nonostante il buon rapporto che ha creato con Virginia Raggi - i due si sentono spesso - Cingolani vuole che Roma diventi autosufficiente sulla chiusura del ciclo dei rifiuti, ma si “accontenterebbe” in una prima fase anche dell’allestimento di una discarica nella Città metropolitana. Per quanto riguarda il piano regionale dei rifiuti, il fisico si riferiva all’aggiornamento della lista delle autorizzazioni in corso degli impianti.
 

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