Multe beffa per i rifiuti, il Comune striglia l'Ama: «Migliorate la raccolta»

Sabato 24 Agosto 2019 di Lorenzo De Cicco
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La strigliata all’ Ama è partita ieri mattina, quando Virginia Raggi ha letto l’articolo del Messaggero che denunciava le multe beffa spedite ai romani “colpevoli” di aver lasciato i sacchetti dell’immondizia accanto ai cassonetti stracolmi, proprio nelle settimane più nere dell’emergenza monnezza, a giugno e a luglio. La sindaca ha chiesto al capo della direzione Rifiuti, Laura D’Aprile - di fatto l’assessore ombra, dato che quello ufficiale manca da sei mesi - di spedire subito una lettera alla municipalizzata che, insieme ai vigili urbani, ha staccato centinaia di verbali solo negli ultimi due mesi, nonostante la raccolta fosse in tilt. Come abbiamo raccontato ieri, sono stati sanzionati non solo gli incivili che scaricano scarti di ogni genere dove non dovrebbero - la stangata, in questo caso, è doverosa - ma anche quei cittadini che, con i contenitori pieni all’inverosimile per l’assenza di netturbini, non potevano fare altro.

Per questo il Comune ieri ha avviato accertamenti sulla vicenda. Dall’entourage di Raggi spiegano che si proverà a rimediare, perché la «lotta agli zozzoni», come la chiama la sindaca, mette nel mirino chi alimenta il degrado, non i cittadini senza alternative per via dei problemi della raccolta. All’Ama, il Campidoglio chiede allora di varare subito un piano «per il contenimento dei fenomeni di abbandono dei rifiuti». Perché, come si legge nella lettera spedita ieri dalla D’Aprile, «le misure repressive e di controllo, anche mediante sistemi di videosorveglianza, devono essere accompagnate da misure strutturali che consentano ai cittadini che intendono conferire correttamente i rifiuti, un agevole accesso ai servizi dedicati».

Ecco allora le 3 azioni che il Comune giudica «fondamentali»: «Efficientamento della rete dei centri di raccolta»; «incentivazione delle isole ecologiche mobili»; «efficientamento del servizio di ritiro a domicilio degli ingombranti». I centri di raccolta, come tanti romani sanno, sono pochi e funzionano male. La società dovrà quindi «estendere gli orari di apertura in modo da agevolare il conferimento. Pervengono infatti - annota il Campidoglio - continue segnalazioni di chiusura o di impossibilità di conferire determinate frazioni». La rete dei centri poi è «fortemente sottodimensionata per le esigenze del territorio», per questo è stato chiesto all’ Ama di aprirne di nuovi, così come di progettare altre isole ecologiche «mobili» in tutti i municipi, nelle piazze più frequentate.
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