Molestie alle bambine, due nuove accuse per il maestro di karate

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Enrico Lupino
«Senti che c'è qua», era il sussurro che la piccola avrebbe udito dal suo insegnante mentre la teneva sulle sue gambe. È la nuova accusa per il maestro di karate 80enne. Dopo l'avvio del primo procedimento per abusi sessuali su minori ora l'uomo rischia un altro processo per altri due episodi. Per Alberto Evangelista, una carriera di livello nel campo delle arti marziali e centinaia di allievi sotto la sua guida, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta che portò il suo arresto nel dicembre 2018. Il procedimento che sarà discusso in udienza camerale il prossimo settembre si aggiunge al giudizio immediato, ottenuto da parte della procura di Roma, giunto alla seconda tappa del dibattimento, che si terrà la prossima settimana. Il maestro avrebbe agito, analogamente ai primi due episodi contestati e arrivati già in aula, «abusando della propria autorità e con violenza consistita scrive l'accusa nell'agire con mosse repentine» al fine di commettere gli abusi. Nel primo dei due episodi per cui il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Silvia Santucci hanno chiuso le indagini l'uomo avrebbe sfruttato il fatto di essere «l'affidatario temporaneo» della ragazzina, dopo aver carpito la sua fiducia. E «approfittando delle occasioni in cui era solo nello spogliatoio, costringeva la persona offesa a compiere e subire atti sessuali».

LE MODALITÀ
Nella ricostruzione della procura viene tratteggiata la modalità di questi avvicinamenti del maestro nei confronti della ragazza di meno di 10 anni: «Dopo averla fatta sedere sulle sue gambe si legge nell'imputazione - iniziava a massaggiarle la schiena e le gambe con la scusa di scioglierle i muscoli, quindi le massaggiava le parti intime». Il tutto sarebbe stato condito da baci sulla bocca e sulle guance. Ma questo non sarebbe l'unico episodio per cui la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l'uomo finito ai domiciliari a seguito degli addebiti contestati. Fra le giovanissime assistite dall'avvocato Teresa Manente emerge un quarto episodio venuto alla luce in seguito alle denunce sporte al commissariato Monteverde. Il fatto in questione sempre nello spogliatoio della palestra, sempre quando il maestro classe '38 si sarebbe trovato solo con l'allieva. Anche la modalità si sarebbe rivelata la stessa: il pretesto dei massaggi. «Per alleviare il dolore alla caviglia e scrivono i magistrati dell'accusa alle gambe in più occasioni le toccava le parti intime anche dentro i pantaloni e la baciava sulla bocca». Salgono dunque a quattro gli episodi segnalati dal centro antiviolenza Differenza Donna e ricostruiti dalla procura di Roma dopo la misura cautelare spiccata agli inizi di dicembre del 2018. Dal quadro delle indagini sarebbe emerso un contesto in cui le giovani atlete avrebbero stretto un rapporto di profonda fiducia con il maestro tanto che ai primi episodi, fatti risalire al 2016 e proseguiti fino al 2018, non ci sarebbe stata l'immediata confessione. Per la prima denuncia sarebbe stato fondamentale un tema a scuola svolto da una vittima degli abusi. Ora sarà il gup di Roma a decidere se anche queste accuse arriveranno in aula.
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