Il liceo Tasso occupato, gli studenti: «Ecco il nostro modello didattico alternativo»

Il liceo Tasso occupato, gli studenti: «Ecco il nostro modello didattico alternativo»
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Martedì 16 Novembre 2021, 11:08

Da ieri circa 200 studenti del Liceo Tasso di Roma hanno occupato la loro scuola per accendere i riflettori su tutte quelle problematiche che, nonostante il rientro al 100%, sono rimaste sul tappeto. Dall'edilizia alla dimensione sociale, alla mobilità. Tutte problematiche , denuncia il Collettivo politico del Tasso, che «sono state accentuate dal periodo pandemico ma sono preesistenti in quanto la scuola pubblica italiana è da decenni vittima di tagli e riforme, quali la riforma Gelmini del 2009 e quella della Buona scuola del 2015, entrambe mirate a rendere la scuola sempre più un luogo di preparazione e inserimento nel mondo del lavoro, privandola della sua primaria funzione di istruzione e formazione del pensiero critico dell'individuo».

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Oltre alla valenza politica, rivendicano gli studenti «forte è quella formativa della nostra occupazione in quanto propone non solo un momento di autogestione ma anche un modello di didattica alternativo, riportando tutti gli elementi, in questo momenti mancanti, necessari per la piena formazione di ognuno di noi data l'organizzazione di corsi tenuti giornalmente da ospiti e studenti. La nostra occupazione - spiegano rende possibile una scuola a misura di studente, ricca di stimoli e di occasioni di confronto e che costituisce un momento per farci sentire, dopo tanto tempo in cui siamo stati abbandonati a noi stessi. Dopo mesi di isolamento, cogliamo il momento dell'occupazione per riprenderci i nostri spazi, la nostra socialità e per diventare soggetto attivo e partecipativo nell'ambito della nostra formazione».

La prima problematica su cui verte la nostra occupazione, evidenzia il Collettivo del Tasso «è la terribile condizione edilizia in cui versano la maggior parte degli edifici scolastici in Italia. Le strutture che frequentiamo da una parte sono vecchie e fatiscenti e spesso costituiscono un pericolo per la sicurezza di chi vive le scuole, dall'altra risultano insufficienti a contenere la capienza effettiva del numero della componente scolastica. Per gli studenti una conseguenza di questo sovraffollamento è la privazione di spazi adibiti ad attività scolastiche sia extracurriculari, dunque attività pomeridiane, sia curricolari come l'educazione fisica: ad esempio nella nostra scuola infatti due delle tre palestre sono state negli ultimi due anni riconvertite in classi».

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Inoltre «la mancanza strutturale di spazi adeguati rappresenta uno dei principali ostacoli ad una socialità in sicurezza durante l'orario scolastico. Questo fa sì che vengano a mancare spazi in cui gli studenti possano portare avanti un confronto costruttivo e alternativo ai programmi ministeriali che non prevedono lezioni dedicate alla trattazione di argomenti legati all'attualità ne alla sensibilizzazione ambientale o all'educazione sessuale. Le poche occasioni in cui noi avevamo la possibilità di trattare temi più vicini ai nostri interessi e alle nostre necessità, quali le assemblee, nella nostra scuola vengono ancora relegate alle piattaforme online, rendendo di fatto impossibile il coinvolgimento degli studenti». «Inoltre - lamentano ancora i ragazzi - dopo un anno e mezzo di isolamento e di didattica online inefficiente, ci siamo ritrovati in un clima scolastico totalmente asettico che ha reso impossibile tessere rapporti e dunque creare un corpo studentesco coeso. Tutto questo ha appesantito una condizione psicologica generazionale particolarmente fragile che il personale scolastico si è spesso dimostrato impreparato a gestire, rendendo insufficiente lo sportello psicologico offerto dalle Asl. Lo studente, costretto a vivere una situazione pesante già all'interno delle mura scolastiche, non trova tempo e spazi di evasione all'infuori di esse».

Sotto accusa anche l'organizzazione degli orari di inizio e di termine delle lezioni, basata su una doppia fascia oraria (8-13.40 e 9.40-15.20) che, denunciano gli studenti «non permette allo studente, che arriva a casa a metà pomeriggio, di coltivare interessi personali o attività sociali che esulino dal solo studio del proprio programma scolastico . Questa pianificazione, strutturata dal tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto di Roma, nasce dall'insufficienza dei mezzi pubblici destinati anche al trasporto degli studenti: è necessario un ripensamento del piano di mobilità cittadina, al momento inefficiente, dato lo scarso numero di infrastrutture di rete, e non capillare in tutte le zone di Roma». «Dunque - conclude il Collettivo del Tasso - la crisi pandemica ha riportato al centro del dibattito pubblico problematiche strutturali del sistema scolastico italiano e ha fornito il tempo necessario per affrontarle, rappresentando finalmente un'occasione per il rinnovamento dell'istituzione scolastica, di fatto non colta. L'inerzia della classe dirigente solleva la perplessità che dietro questo mancato intervento vi sia il tentativo di normalizzare questa situazione, con l'intento di ridurre la scuola a un luogo dedito esclusivamente al semplice apprendimento nozionistico e alla valutazione di esso».

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