Roma, artista in fin di vita per un pugno: caccia al branco. Il papà: «E' difficile che si salvi»

Martedì 19 Marzo 2019 di Elena Panarella

Uno scambio di parole, non una lite. Poi un pugno dritto al volto che ha mandato a terra con violenza Umberto Ranieri, 55 anni. A colpirlo un ragazzo che è immediatamente scappato insieme a un gruppo di amici. Erano tutti seduti su una panchina di Largo Preneste, quando Umberto, diplomato all'Accademia delle Belle Arti, artista di origini abruzzesi, è stato visto, intorno alle 20, attraversare la piazza dove spesso si recava per una passeggiata e fare due chiacchiere. Ora versa in condizioni disperate al San Giovanni, dopo essere stato tramortito ha sbattuto la nuca sul pavimento. A chiamare i soccorsi due persone di origini sudamericane che erano sedute per fatti loro su una panchina poco distante.

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I TESTIMONI
«Non si muoveva più, il sangue usciva dalla bocca. Abbiamo subito capito che si trattava di una cosa grave e chiamato il 118». Sul posto, all'arrivo dei carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia Casilina, diretti dal comandante Nunzio Carbone, c'erano solo i testimoni che lo avevano soccorso dopo aver sentito il tonfo sull'asfalto. Trasportato in gravi condizioni prima al pronto soccorso del Vannini, è stato subito trasferito nel reparto di rianimazione del San Giovanni e operato d'urgenza. Le sue condizioni restano gravissime. La dinamica è ancora da ricostruire: le telecamere di sorveglianza aiuteranno a individuare i responsabili, mentre non si conosce il movente dell'aggressione. Nessuno ha sentito gridare o litigare, solo quei cinque ragazzi e ragazze scappare mentre Umberto era a terra immobile. Sconvolto e incredulo il papà arrivato subito dall'Abruzzo: «L'ho sentito venerdì sera era tranquillo. Poi ieri sera mi hanno chiamato verso le 20.30 dicendomi che era stato aggredito. Ancora non posso crederci. Sta molto male, lo hanno operato alla testa, è difficile che si salvi». Sul posto dell'aggressione anche la sorella Paola: «Non ci sono giustificazioni. Non si può ridurre una persona in fin di vita per nessun motivo al mondo». Umberto, nato a Paglieta (Chieti), celibe e senza figli, è un artista apprezzato che nella Capitale lavora ed espone le proprie opere. I carabinieri, che continuano ad ascoltare quanti ieri sera erano lì, escludono al momento l'aggressione omofoba, anche se stanno vagliando tutte le piste. Sul posto anche i militari della stazione di Torpignattara e gli investigatori della sezione Rilievi del nucleo investigativo di via in Selci. Al vaglio tutte le registrazioni video della zona, non solo quelle presenti sulla piazza «anche per capire dove si sono diretti o se hanno utilizzato auto o motorini».

L'APPELLO
«Solidarietà al professore Umberto Ranieri ed ai suoi cari per la vile aggressione ricevuta, non abbiamo al momento ulteriori dati su quanto accaduto, speriamo che le sue condizioni migliorino - dice Fabrizio Marrazzo del Gay Center - Ad ogni modo chiediamo alle forze dell'ordine che non sia esclusa alcuna pista compresa quella omofoba, che purtroppo spesso diventa il movente di atti così vili, nei confronti di persone della nostra comunità». Potrebbero essere «ragazzi che frequentano la zona - raccontano con rabbia i residenti -. Qui ogni sera c'è di tutto e di più. Ci sono alcuni negozi che vendono alcol a tutte le ore del giorno e della notte e spesso si fermano a bere gruppi di ragazzi o sbandati che poi ci passano la notte. Ma anche a fumare canne o a spacciare droga. Ora speriamo solo che l'uomo colpito si riprenda al più presto». La dinamica della caduta ha immediatamente riportato alla mente l'infermiera Maricica Hahaianu colpita con un pugno al volto nella stazione Anagnina dopo una lite con Alessio Burtone. In quell'occasione le registrazioni interne alla stazione ripresero la donna mentre cadeva di peso a terra e sbatteva la nuca. Portata in ospedale morì pochi giorni dopo.
 

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 08:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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