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Dehors a Roma, proroga di 3 mesi. «Ma si pagherà la tassa»

Il Comune: i tavolini in regola con il codice della strada possono restare fino a giugno

Dehors a Roma, proroga di 3 mesi. «Ma si pagherà la tassa»
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 07:29

Chi l'ha montata rispettando le regole sul rispetto del codice della strada potrà continuare a sfruttare quella pedana e il conseguente spazio pubblico, ma dovrà iniziare a pagare l'occupazione del suolo. Il tempo passa e sul capitolo tavolini e dehors, concessi fuori dalle regole correnti come strumento emergenziale per dare ossigeno agli imprenditori piegati dalla crisi Covid, si mette un punto fermo. Dal primo aprile, giorno seguente alla scadenza dello stato di emergenza, tutti i bar, i locali, i ristoranti che hanno ottenuto una maggior suolo pubblico potranno continuare ad averlo e dunque a sfruttarlo, senza smontare gli arredi, ma si dovrà iniziare a pagare i canoni per l'uso della strada.

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Il discorso non varrà invece per tutte quelle attività che, con la scusante della pandemia, hanno ecceduto anche i limiti eccezionali creando problemi non sono di decoro ma soprattutto di viabilità.
LA STRETTA
Su questo l'amministrazione comunale è irremovibile tant'è che l'assessore allo Sviluppo economico Monica Lucarelli ha già avviato un piano di rimozioni per quelle occupazioni ritenute abusive o comunque in contrasto con il codice della strada.
Complessivamente sotto la pandemia e con la misura eccezione più suolo per tutti gli esercenti della Capitale hanno potuto aumentare le pedane e i dehors in un numero di «circa 1.500 unità - fa di conto Andrea Alemanni, presidente della commissione Commercio - con l'80% di esse concentrate nel I e nel II Municipio».
LE RIMOZIONI
Già a partire dalla scorsa settimana i vigili urbani sono entrati in azione rimuovendo 18 occupazioni di suolo pubblico considerate abusive nel Centro, Trastevere su tutti gli altri quartieri. Il cronoprogramma, a fronte dell'analisi congiunta tra gli uffici municipali e quelli dell'assessorato, contempla altri 17 interventi nei prossimi giorni - fanno sapere da via dei Cerchi - quando la macchina delle rimozioni scatterà anche in II Municipio dove sono previsti una trentina di interventi. La possibilità di continuare a sfruttare gli spazi concessi in più, seppur a pagamento, varrà fino a giugno dopodiché la questione potrebbe tornare ad essere discussa anche se difficilmente si tornerà ad un panorama pre-Covid. In sostanza, quelli che hanno ottenuto più spazi durante l'emergenza, continueranno ad usarli se regolarmente, e pagheranno i canoni ma ci sarà comunque bisogno di un riordino del settore attraverso una concertazione tra Comune e Sovrintendenza per rivedere o comunque modificare i piani di massima occupabilità o i limiti alle nuove occupazioni in chiave tutela decoro, dal momento che pur di fronte ad un indice di saturazione acclarato per le aree del Centro restano gli altri quartieri e la certezza di nuove richieste di suolo anche a fronte dell'avvicinarsi dell'estate.

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LE ASSOCIAZIONI
Le associazioni di categoria non hanno mosso obiezioni al pagamento dei canoni ma hanno chiesto «un incontro all'assessorato al Bilancio e allo Sviluppo economico - spiega Claudio Pica, numero uno della Fiapet Confesercenti - per la definizione del pagamento dei nove dodicesimi del canone unico di occupazione di suolo. Auspichiamo che i Municipi in base sia alle osp regolari che emergenziali inviino i bollettini di pagamento al fine di evitare evasione da parte degli esercenti». Per quanto riguarda, infine, gli importi delle tariffe, già l'assessore Lucarelli disse a dicembre scorso che gli oneri sarebbero rimasti uguali e dunque nessun rialzo e nemmeno nessuna riduzione rispetto al passato.
 

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