CORONAVIRUS

Coronavirus Roma, menù sul telefonino e disinfettante al tavolo. «Ecco i nuovi ristoranti»

Sabato 9 Maggio 2020 di Camilla Mozzetti
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Sanificazione di un ristorante al Pantheon, a Roma

Sulle tavole ci saranno piccoli flaconcini di gel igienizzante oppure salviette monouso per poter disinfettare le mani dopo aver sfogliato i menù laddove gli esercenti non provvedano tutti a crearne di virtuali, consultabili sullo smartphone. I camerieri indosseranno le mascherine o le visiere mentre le barriere in plexiglass - al momento non obbligatorie - saranno usate solo in quei casi in cui il distanziamento tra commensali deve essere maggiormente garantito perché a una tavola non siede una famiglia o una coppia di coniugi o fidanzati ma una comitiva di amici. Sono pronti a ripartire i ristoranti della Capitale.

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La Fipe Confcommercio ha elaborato le linee guida in attesa che il governo e di conseguenza la Regione Lazio diano il via libera alle riaperture. Quasi la totalità degli oltre 6 mila ristoranti di Roma è pronta a rimettersi in moto già dal prossimo 18 maggio anche se una data certa tuttora non c’è. Quello che invece è tangibile, riguarda gli accorgimenti che gli operatori garantiranno per poter tornare a lavorare in sicurezza nell’intesse dei clienti. «Stimiamo che a fronte del distanziamento - commenta Luciano Sbraga presidente della Fipe Confcommercio Roma - nei ristoranti tradizionali ci sarà una riduzione di circa il 35% dei coperti che sale al 40% per le pizzerie». 
 
Come cambieranno i locali internamente? I tavoli saranno distanziati e le sedute, laddove possibile, potrebbero essere organizzate sul modello dei bistrot parigini: «Clienti seduti a fianco e non uno di fronte all’altro», prosegue Sbraga. Sulle tavole oltre ai gel (che saranno garantiti anche nella cassa e nelle toilette) sale, pepe, olio e aceto saranno in versione monouso anch’essi mentre i titolari presteranno una maggiore attenzione alla pulizia delle stoviglie: piatti, bicchieri, posate con lavaggi ad altissime temperature e prodotti ad hoc. Alcuni locali stanno anche valutando la possibilità di effettuare diversi turni, sia per il pranzo che per la cena, diversificando anche il tipo di lavoro per i camerieri. Alcuni, infatti, nelle strutture più grandi, potrebbero essere impiegati solo per pulire ai tavoli e sistemare i coperti, altri per il servizio senza mischiare così le due mansioni. 
 
Inoltre - ma su questo bisognerà poi capire come si muoveranno le istituzioni - i ristoratori sarebbero propensi a non utilizzare i guanti in lattice per il personale. «Ascoltando il parere anche di diversi virologi - conclude il numero uno della Fipe - nell’ottica dell’igiene costante ha più senso lavarsi le mani frequentemente invece che utilizzare un paio di guanti per svolgere diversi mansioni anche in cucina». Infine sarà incentivato l’uso del pagamento elettronico con carte di credito senza però obbligare il cliente a non poter saldare il conto in contanti, mentre - quasi certamente - i ristoranti inizieranno a lavorare solo su prenotazione. La ripresa sarà comunque lenta: la Webinar Fipe Confcommercio ha condotto un’indagine sui consumatori e solo il 18% è pronto a frequentare di nuovo i locali non appena sarà possibile. «C’è un clima di grande responsabilità - commenta l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lazio Paolo Orneli - queste linee guida sono state presentate anche al governo e ci sono le condizioni per riaprire bene». Resta, infine, da sciogliere il nodo sulle occupazioni di suolo pubblico fino al 35% promesse dal Campidoglio. Manca, però, ancora una delibera per permettere agli operatori di presentare le domande e ottenere gli spazi, mentre il gruppo consigliare del Pd ieri ha presentato la sua proposta di delibera che, fissando gli stessi parametri di quelli del Comune, potrebbe arrivare prima in Aula Giulio Cesare per la discussione.

Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 10:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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