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Bochicchio, bonifici finti ai vip raggirati e gioielli (veri) alla moglie. Ecco il sistema del broker della Roma bene

Milioni trasferiti sui conti della consorte e del fratello. Le causali: collier, sci, viaggi

Bochicchio, bonifici finti ai vip raggirati e gioielli (veri) alla moglie. Ecco il sistema
di Valeria Di Corrado
5 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Giugno 2022, 22:35 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 17:21

Mentre prendeva in giro Antonio Conte, attuale allenatore del Tottenham, inviandogli copia di un bonifico da 18,9 milioni di euro mai effettuato, Massimo Bochicchio trasferiva sui conti correnti di sua moglie e suo fratello Tommaso centinaia di migliaia di euro per comprare «collier, scuola di sci e viaggi vari». I clienti vip del broker originario di Capua, morto domenica scorsa in uno stano incidente stradale alla periferia nord di Roma, sono stati beffati fino all’ultimo, anche grazie alla presunta complicità dei suoi familiari. Per questo chi lo conosceva bene - in attesa dell’esito dell’esame sul dna affidato dalla Procura capitolina a un genetista - continua a credere che il cadavere carbonizzato del motociclista (che si è schiantato contro il muro di cinta dell’aeroporto dell’Urbe) non sia quello di Bochicchio.

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L’algoritmo

A luglio del 2016 il procuratore sportivo Federico Pastorello, che aveva conosciuto Bochicchio tramite il ct Marcello Lippi, organizza una cena a Londra con Daniele Conte, che poi convince il fratello Antonio ad affidargli circa 24 milioni di euro. D’altronde si era presentato come «un formidabile broker finanziario», assicurando di aver lavorato presso il colosso bancario Hsbc e di conoscere «l’esaltato algoritmo proprietario» capace di compravendere autonomamente, a seconda del rialzo o del ribasso del mercato, con un rischio nullo dovuto al disinvestimento automatico di tutte le posizioni in orario notturno. Ogni investimento aveva una durata massima di 42 mesi. La prima scadenza era a gennaio 2020, quando l’allora allenatore dell’Inter avrebbe dovuto ricevere indietro 18,9 milioni di euro; ma i soldi non arrivano. A fine marzo del 2020 Daniele Conte incontra Bochicchio e la moglie Arianna Iacomelli nella loro abitazione romana per conoscere le ragioni del ritardo nella restituzione. «I due lo hanno tranquillizzato - si legge nell’informativa del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza - in ordine al carattere temporaneo delle difficoltà». Successivamente il broker manda una mail ai fratelli alla quale allega «il file immagine del bonifico di 18,9 milioni di euro a favore di Antonio Conte. Tale bonifico è da ritenersi falso perché mai accreditato», scrivono i finanzieri. Il ct, in definitiva, su 24 milioni non ha ricevuto indietro nemmeno un euro.
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Per prendere tempo, Bochicchio trovava un pretesto con ciascun cliente. Alle 38 parti civili costituite nel processo a suo carico, per riciclaggio ed esercizio abusivo dell’attività di investimento, doveva 70 milioni di euro. In base alle segnalazioni per operazioni sospette e agli accertamenti bancari disposti dalla Finanza, è emerso che «gran parte delle somme investite dai risparmiatori non sono state impiegate nella sottoscrizione di strumenti finanziari, ma dirottate dai conti della Kam (Kidman Asset Management Ltd) a quelli personali di Sebastiano Zampa (suo socio, ndr) e di Bochicchio. Poi da quest’ultimo movimentate a favore della moglie e del fratello Tommaso e impiegate per spese personali». Dal 7 gennaio 2014 al 20 ottobre 2020, «l’estratto conto delle carte di credito registra un totale di spese per 1.715.796 euro con causali varie», tra cui la lussuosa tenuta di Borgo Egnazia a Fasano e il negozio di Chanel a Roma. Proprio per questo ora Arianna Iacomelli e Tommaso Bochicchio sono indagati per riciclaggio, mentre Zampa per truffa in concorso con il socio deceduto.
 

 

Gioielli, quadri e viaggi

Nell’informativa della Finanza di dicembre 2020, allegata all’inchiesta della Procura di Roma sul broker, viene specificato che dai conti correnti intestati alla Kam e alla Tiber Capital (di cui il broker 56enne era amministratore insieme a Sebastiano Zampa e all’imprenditore romagnolo Rodolfo Errani), «sono stati disposti a favore di conti correnti personali di Bochicchio, di Zampa e di Luca De Lucia, cugino del broker, bonifici per 25 milioni di euro, nonché ulteriori con causale acquisto collier, scuola sci, viaggi vari». Per questo ad agosto 2021, la Finanza aveva chiesto al pm il sequestro preventivo per equivalente per 1,4 milioni nei confronti della moglie del broker e di 449mila nei confronti del fratello Tommaso.
La Finanza fa riferimento anche all’acquisto di quadri e oggetti d’arte per 10 milioni di euro presso la galleria Mucciaccia di via della Fontanella Borghese, a Roma. Circostanza confermata anche da un altro investitore, Antonio Massimino, il quale riferisce che Bochicchio «in diverse occasioni gli ha mostrato i numerosi quadri detenuti presso le sue abitazioni di Londra a Roma (a piazza di Novella). Tali quadri, descritti come di valore, sono stati acquistati presso la galleria d’arte Mucciaccia, suo rivenditore di fiducia».

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