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Massimo Bochicchio temeva l'arresto. L'autopsia: nessun segno di malore, necessari altri esami

Il broker romano aveva promesso ai clienti di rendere i milioni spariti, ma non l’ha fatto

Massimo Bochicchio temeva l'arresto. L'autopsia: nessun segno di malore, necessari altri esami
di Michela Allegri e Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Giugno 2022, 00:07 - Ultimo aggiornamento: 07:36

Lo scorso luglio, quando era stato arrestato in Indonesia, il broker dei vip Massimo Bochicchio era riuscito a evitare il carcere perché aveva deciso di collaborare: aveva assicurato alla Procura e alle decine di persone che gli avevano affidato i loro risparmi - più di 70 milioni di euro - che a breve avrebbe restituito il 90 per cento della somma. Diceva di essere andato a Giacarta proprio per studiare uno schema per recuperare il denaro. Invece, lunedì scorso, all’udienza che si è aperta con la notizia della morte del finanziere avvenuta il giorno prima mentre percorreva in moto via Salaria, a Roma, uno degli avvocati di parte civile, Cesare Placanica, ha depositato documentazione che sembra smentire le promesse del broker. Atti che avrebbero potuto portare a un aggravamento della misura a suo carico. «Penso che lui avesse capito che correva il rischio di essere arrestato», racconta uno dei legali che seguono il processo. E una delle ipotesi della Procura è che l’uomo possa avere deciso di farla finita: la dinamica dell’incidente - la moto che si è schiantata contro un muro, andando a fuoco, senza avere lasciato sull’asfalto tracce di frenata - ha portato il pm Andrea Cusani a ipotizzare l’istigazione al suicidio.

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L’AUTOPSIA
Ma non è tutto. Il medico legale Edoardo Bottoni, che ha effettuato l’autopsia, sottolinea che da un primo esame macroscopico non sono emerse tracce di malore evidente e fulminante. Non si tratta però di un’ipotesi da escludere: serviranno accertamenti mirati su quello che resta degli organi per stabilire se l’uomo abbia perso il controllo del mezzo per motivi di salute. Il broker, infatti, soffriva di diabete: è da chiarire se la patologia possa avergli provocato un improvviso abbassamento di glicemia. Verranno anche effettuati esami tossicologici e perizie sul veicolo, per stabilire se fosse guasto.

Ma andiamo con ordine. Durante la penultima udienza del processo a carico di Bochicchio per esercizio abusivo di attività finanziaria e riciclaggio, il suo difensore, Gianluca Tognozzi, deposita una mail ricevuta dall’assistito, che dimostrerebbe l’intento di restituire le somme. La data è il 14 aprile 2022 e l’oggetto è «Connessione a Interactive Brokers», cioè la piattaforma di trading dove l’uomo ha detto di avere investito il denaro. Bochicchio scrive di avere avviato «la connessione alla piattaforma» e dice di essere «in attesa della notifica della conferma relativa al secondo trasferimento». L’importo «pending» sarebbe di oltre 52 milioni. «Ho provveduto anche a inviare immediatamente un ulteriore messaggio di sollecito relativo ai tempi previsti» per il «trasferimento ai conti degli investitori», conclude. Durante la scorsa udienza, però, l’avvocato Placanica ha depositato il risultato di indagini difensive da cui emerge che la Interactive brokers uk non ha avuto nessuna interlocuzione con Bochicchio. La produzione documentale che attestava la presenza dei soldi, quindi, per il legale sarebbe falsa.

Intanto gli inquirenti continuano a cercare i soldi. Sono state disposte rogatorie nei diversi paesi in cui Bochicchio ha fatto affari, o ha vissuto: dal Regno Unito agli Usa, dall’Indonesia alla Cina. Nei prossimi giorni, inoltre, potrebbero anche scattare verifiche sui clienti raggirati dal broker rimasti ancora sconosciuti, perché hanno deciso di non sporgere denuncia, ma che potevano avere motivi di risentimento.

L’INCIDENTE
Ma torniamo all’incidente di domenica. Agli atti dell’indagine ci sono due testimonianze ritenute chiave dagli agenti del III Gruppo della Polizia locale di Roma. Entrambe raccontano che la moto di Bochicchio avrebbe improvvisamente smesso di seguire la traiettoria del rettilineo sulla Salaria, per virare improvvisamente a destra, fino a impattare contro il muro di cinta dell’aeroporto dell’Urbe. I testi sono sicuri che non ci fosse alcun ostacolo sul percorso e che il broker non avesse sterzato, come per evitare un imprevisto, né parlano di altri mezzi coinvolti, anche indirettamente. I caschi bianchi stanno anche acquisendo i filmati delle telecamere presenti lungo il perimetro aeroportuale per ricostruire il tragitto del broker e i suoi ultimi istanti di vita.
 

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