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Roma, psicofarmaci alla bimba che non dormiva: reato prescritto per la baby sitter

Roma, psicofarmaci alla bimba che non dormiva: reato prescritto per la baby sitter
di Francesca De Martino
3 Minuti di Lettura
Sabato 12 Marzo 2022, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 15:19

Reato prescritto, nessuna pena per la baby sitter che, una sera dell'ottobre del 2009, aveva somministrato a una bambina di 5 anni un potente sonnifero fino a provocarle un'intossicazione. Per quei fatti la donna, originaria del Nicaragua, Roxana Talavera, nel 2012 era stata condannata in primo grado per lesioni a quattro mesi di reclusione e al risarcimento dei genitori e della vittima. Ma adesso è arrivata la decisione dei giudici della Corte d'Appello, che hanno dichiarato estinto il reato «per intervenuta prescrizione». I magistrati di secondo grado hanno confermato, però, i risarcimenti stabiliti dal Tribunale: la Talavera dovrà rendere 4mila euro alla bambina, e 3mila euro ai genitori, assistiti dall'avvocato Donatella Amicucci.

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La VICENDA
I fatti contestati dalla Procura si sarebbero consumati la sera del 15 ottobre 2009. Tre bambini, figli di un medico dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù, erano stati affidati dai genitori alla baby sitter, per trascorrere una serata in casa di amici. I due le avrebbero lasciato i figli, sicuri che i bambini si sarebbero trovati in buone mani. I tre piccoli, due maschi e una femmina, avrebbero guardato in tv un film e un cartone animato per poi andare a dormire. I due fratelli, secondo quanto aveva ricostruito la Procura, si sarebbero addormentati quasi subito. La bambina, invece, sarebbe rimasta sveglia. A quel punto, la Talavera le avrebbe dato delle gocce di un potente sonnifero, il Minias, a base di benzodiazepine. Un farmaco che la piccola non avrebbe retto tanto da incominciare a stare male e a vedere delle tartarughe sul pavimento. I genitori, una volta rientrati a casa, si sarebbero accorti che la figlia non stava bene. Il padre, neurologo al Bambin Gesù, avrebbe capito subito la gravità della situazione tanto che pochi minuti dopo l'avrebbero portata di corsa al Pronto Soccorso per farle fare una terapia di disintossicazione urgente. Ma adesso la vicenda si chiude così.

 

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