Astrazeneca nel Lazio, ipotesi seconda dose per gli under 60 è «sconcertante». L'attacco dei medici di base

Astrazeneca nel Lazio, ipotesi seconda dose per gli under 60 è «sconcertante». L'attacco dei medici di base
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Giovedì 17 Giugno 2021, 12:16

La proposta della Regione Lazio di consentire agli under 60 di effettuare il richiamo con il vaccino Astrazeneca fa discutere. «Quella della Regione Lazio è l'ennesima valutazione che ci sconcerta – ha detto Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), a 24 Mattino su Radio 24 –. Esiste in questo Paese un sistema regolatorio che è retto dall'Aifa. O questa Agenzia decide regole talmente chiare da evitare che ogni Regione possa scegliere diverse modalità sull'utilizzo del farmaco/vaccino, o altrimenti significa che siamo alla deregulation completa, cioè rispetto alla somministrazione di un farmaco ogni Regione può decidere come farlo, quando farlo e attraverso quali meccanismi».

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I DUBBI - Il segretario nazionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) non si capacita «come sia possibile vaccinare un paziente sotto i 60 anni con AstraZeneca a fronte di un elemento regolatorio pubblicato in Gazzetta ufficiale». In base a quando indicato potrebbe, secondo Scotti, solo rifiutarlo e non scegliere diversamente. Silvestro Scotti prosegue indicando che «quello che viene fuori dalla Regione Lazio sottintende un'altra verità molto comoda: in tutti i casi in cui i cittadini si sono immunizzati con questi vaccini, la scelta rimane del paziente, la vaccinazione è volontaria. Dall'altra parte c'è bisogno di un consenso informato, quindi "lascio la scelta al cittadino" è di fatto già così».

 

LA RICHIESTA - La Fondazione Gimbe chiede al ministero della Salute e all'Aifa di esprimersi congiuntamente con una nota univoca e definitiva» sul mix vaccinale. Lo afferma Nino Catabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, presentando il monitoraggio indipendente settimanale della Fondazione. «Riguardo al nuovo caos AstraZeneca se nell'attuale contesto di bassa circolazione virale è totalmente condivisibile la decisione di limitare questo vaccino agli over 60 - sottolinea Cartabellotta - emergono alcune perplessità sull'obbligo di effettuare negli under 60 la seconda dose con vaccino a mRna, già ribattezzata come eterologA». Infatti, negli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, la circolare 11 giugno 2021 del ministero della Salute dispone che il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRna (Comirnaty o Moderna). «Nonostante i presupposti immunologici, biologici e alcuni precedenti storici sul mix vaccinale, le evidenze scientifiche sono ancora preliminari. In particolare - si legge nel report - i 4 studi citati dal parere del Cts arruolano poco più di 800 persone e misurano l'efficacia del mix solo sulla risposta immunitaria e la sicurezza solo sugli effetti collaterali frequenti e a breve termine. In altre parole, ad oggi non esistono prove di efficacia della vaccinazione 'eterologà su Covid-19 severa, ospedalizzazioni e decessi, né su eventuali effetti collaterali rari». 

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