ROMA

Anziana morta, i complici scaricano il rom: «Miki ha ucciso la donna»

Giovedì 16 Maggio 2019 di Michela Allegri

Tre di loro hanno provato a ritagliarsi un ruolo marginale nella vicenda, ammettendo di avere partecipato alla rapina, ma negando di avere colpito a morte la vittima, Anna Tomasino. I cinque rom arrestati per omicidio volontario e accusati di avere picchiato la donna, 89 anni, fino ad ucciderla, restano tutti quanti in prigione. Il gip ha convalidato il decreto di fermo emesso dalla procura e ha disposto la custodia cautelare in carcere. I tre che si trovano a Regina Coeli, tutti difesi dall'avvocato Domenico Naccari, hanno una strategia difensiva comune: «A colpire la donna è stato Miki Trajakovic», che è stato arrestato a Ventimiglia.

IL PALO
Due di loro hanno raccontato di non essere nemmeno entrati nell'appartamento di Montesacro, ma di essere rimasti in strada a fare da palo. Nei loro confronti, il gip Pierluigi Balestrieri ha riconosciuto l'attenuante prevista dall'articolo 116 del codice penale, che si applica quando il reato programmato - in questo caso la rapina - si sviluppi in modo diverso rispetto alle previsioni e sfoci in conseguenze più gravi. Tradotto: volevano svaligiare un appartamento, ma non pensavano che sarebbe morta una persona. Darko Kostic, invece, sostiene di essere entrato nella casa, ma di non avere partecipato all'aggressione. «È stato Miki a colpire quella donna, quando me ne sono accorto era troppo tardi: lei era in terra, morta. Gli ho detto: Ma cosa hai fatto! E abbiamo anche litigato», ha raccontato al gip. La avrebbe colpita perché lei era al telefono e temeva che potesse chiamare la polizia.

L'AGGRESSIONE
A picchiare a morte la signora Anna sarebbe quindi stato Miki Trajkovic, che era stato espulso dall'Italia alla fine del 2017 perché irregolare, ma si trovava a Roma dopo essere rientrato illegalmente nel Paese. È stato arrestato a Ventimiglia. Kostic, 31 anni, si è invece consegnato spontaneamente ai carabinieri della compagnia Casilino, quando ha capito che non sarebbe potuto scappare. Mesi fa era stato raggiunto da un divieto di avvicinamento alla compagna, residente nel campo di via dei Gordiani. Era accusato di maltrattamenti in famiglia. Gli altri componenti della banda sono Dylan Trajkovic, appena ventenne, con vari precedenti per furto, Dennis Trajkovic che è stato fermato a Moncalieri, e Bidam Sulejmanovic. Gli indagati amavano il lusso: nelle foto su Facebook si mostrano con orologi costosi ai polsi e vestiti all'ultima moda.

La rapina a casa della signora Anna era capitata quasi per caso. Il 5 maggio gli indagati si erano ritrovati nel campo nomadi di via Salviati, dove vivono parenti e amici, per celebrare San Giorgio il patrono dei nomadi. Dopo una nottata di festeggiamenti, avevano deciso di salire in macchina e cercare una casa da svaligiare. Erano arrivati a Montesacro, avevano visto una finestra aperta al secondo piano di una palazzina e le luci spente. E, così, in due erano entrati. Anna era sola, al telefono. «Eravamo riusciti ad entrare racconterà Darko ai militari ci siamo accorti della donna e ho detto a Miki di andare via, poi ho sentito le urla». 

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