Termosifoni rotti a Roma, tre scuole su dieci restano al freddo. I presidi all’attacco:
«Flop della manutenzione»

Caldaie spente e aule al gelo, i presidi: «Impianti vecchi, interventi in ritardo»

Termosifoni rotti a Roma, tre scuole su dieci restano al freddo. I presidi all attacco: «Flop della manutenzione»
di Flaminia Savelli
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Domenica 27 Novembre 2022, 00:02 - Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 11:35

Senza riscaldamenti e in attesa degli interventi di ristrutturazione. L’allarme per le caldaie mal funzionanti è scattato in diverse scuole della Capitale. L’ultimo - in ordine di tempo - all’istituto comprensivo di via Poppea Sabina, IV municipio. Secondo l’Assopresidi dall’inizio della stagione invernale 3 scuole su 10 sono rimaste con i termosifoni spenti. «Le segnalazioni sono arrivate a macchia di leopardo da tutti i municipi, dal I al IX fino al XIII» conferma il presidente Mario Rusconi che aggiunge: «In attesa degli interventi e delle riparazioni, i ragazzi restano al gelo per giorni. Ma il problema di fondo restano le ristrutturazioni che vanno a rilento». Non è tutto: «Ci sono stati pochi controlli preventivi - prosegue il presidente Rusconi - così non c’è stato il tempo di prevedere eventuali guasti che puntualmente, come tutti gli anni, si sono presentati. Inoltre - aggiunge Rusconi - il Covid e la pandemia ci hanno costretto per due anni con le lezioni a singhiozzo e per intere settimane i ragazzi hanno seguito le lezioni da casa. In più occasioni avevamo chiesto di approfittarne per accelerare sugli interventi strutturali». Infatti, ancora secondo l’Assopresidi, almeno il 70 per cento delle scuole romane necessita di interventi strutturali. 

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I FONDI 

Palestre e aule fatiscenti, infiltrazioni, facciate e cortili da ristrutturare, impianti da aggiornare. È il lungo elenco dei lavori che a più riprese è stato presentato agli uffici competenti per rimettere in sesto le scuole. Per un totale di 1,5 milioni di euro. Una parte dei fondi - circa 400 mila euro - sarebbe già a disposizione. Non abbastanza comunque per provvedere a tutte le esigenze strutturali. «La nostra richiesta, che è stata in parte già avallata, è di destinare alcuni dei fondi del Pnrr per i lavori scolastici - conclude il presidente di Assopresidi - il nodo restano i tempi. Siamo sempre in ritardo per assicurare ai nostri ragazzi una scuola idonea alle loro esigenze». Ma nell’ultima settimana non si sono registrati solo problemi agli impianti di riscaldamento. La bomba d’acqua che ha travolto la Capitale martedì scorso (22 novembre) ha causato danno ingenti pure negli istituti scolastici, dalle scuole primarie ai licei. Danni per almeno 200 mila euro tra solai, corridoi e guaine che non hanno retto alla pressione dell’acqua. Causando appunto, allagamenti e infiltrazioni. Pure in questo caso, le richieste inoltrate in estate dai dirigenti agli uffici competenti sono state accolte. In alcuni casi, i cantieri sono anche partiti. Ma le pratiche di molte scuole sono rimaste indietro e il risultato si è visto alla prima ondata di maltempo: gli allagamenti si sono registrati nel 30% degli istituti.

 

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