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San Lorenzo, escalation di rapine: «Presi di mira i ventenni»

San Lorenzo, escalation di rapine: «Presi di mira i ventenni»
di Elena Panarella
3 Minuti di Lettura
Domenica 18 Novembre 2018, 10:00

Prima l'incubo degli stupri, poi lo spaccio e ora le rapine. A preoccupare i residenti di San Lorenzo ancora scossi per la morte di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata senza vita in uno stabile abbandonato in via dei Lucani, ci sono anche le aggressioni a giovanissimi. Ed è proprio in quella strada dove sono ritornati ieri: hanno posizionato del filo spinato lungo il muro e sul cancello dove è morta Desirée «per dire che noi ci siamo». Ma torniamo alle aggressioni. «Anche questo è un problema mica da poco». Più precisamente si tratta di rapine a studenti. Eseguite tutte con la stessa tecnica. Presi di mira anche i ragazzi della movida. Certe notti romane ormai fanno paura anche a chi le frequenta abitualmente. Il luogo, sempre lo stesso: San Lorenzo. Grazie all'aiuto delle vittime (e ai servizi mirati dei carabinieri) sono finiti in manette 11 rapinatori seriali in due mesi. L'ultimo era diventato un vero e proprio incubo. Le sue prede le adocchiava all'uscita dei locali. Il sistema era ormai collaudato. Puntava i ragazzi che rincasavano da soli, a piedi o che andavano a riprendere la macchina in una delle stradine accanto a piazza dell'Immacolata. A viso scoperto li avvicinava con la scusa di una sigaretta e, a colpi di spintoni e minacce, si faceva consegnare telefono, soldi e oggetti d'oro. Agiva quasi sempre nei fine settimana quando i luoghi della movida si popolano di giovani. Negli ultimi mesi si era reso protagonista in particolare di due rapine ai danni di studenti, rastrellando per lo più piccole somme di denaro, telefoni cellulari. Ma in questa occasione i ragazzi si sono precipitati dai carabinieri denunciando l'accaduto, ma soprattutto fornendo un preciso identikit. Gli investigatori della Stazione San Lorenzo hanno così dato un volto al malvivente, un 36enne, marocchino, con precedenti, arrestato con le accuse di rapina aggravata e tentata estorsione, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 5 ottobre 2018 dal Tribunale di Roma.

LE TESTIMONIANZE
Le indagini dei carabinieri sono scattate dopo la prima aggressione, una sera di fine estate, a un ragazzo di 19 anni, originario di Frosinone: la notte del 26 agosto in piazza dell'Immacolata, fu avvicinato da un cittadino nordafricano che, dopo averlo spintonato a terra, gli strappò con violenza la catenina d'oro che aveva al collo. Il rapinatore, prima di dileguarsi, tentò di estorcergli 100 euro in contanti promettendo la restituzione della collana. Stessa sorte toccata il 9 settembre a un 20enne romano, in via degli Etruschi. Subì la rapina dello smartphone e, anche in quel caso, il malvivente, segnalato come un cittadino nordafricano, chiese 100 euro per la restituzione dell'oggetto strappatogli dalle mani con forza. I riscontri dei carabinieri, confermati dai giovani che, durante individuazione fotografica, hanno riconosciuto il rapinatore, hanno portato il Gip a emettere l'ordinanza. L'uomo quindi una volta rintracciato e fermato è stato portato in carcere a Regina Coeli, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

TASK FORCE
Questa operazione si è incrociata con una attività di indagine che andava avanti da tempo nel quartiere. Da diversi mesi i carabinieri di San Lorenzo hanno organizzato un gruppo di lavoro dedito alla scoperta dei rapinatori di studenti e frequentatori della movida (sempre più giovanissimi). Le modalità operative dei malviventi, talvolta cruenti, erano similari, l'orario dell'evento era quasi sempre serale. I militari così, organizzando una task force mirata, hanno portato avanti un certosino lavoro di raccolta di dati informativi: testimonianze, denunce delle vittime, immagini di sistemi di videosorveglianza, fascicoli fotografici creati ad hoc che ha portato, negli ultimi mesi, all'emissione di 11 ordinanze di custodia cautelare in carcere (7 per rapina ed estorsione e 4 per furto aggravato). In una circostanza il rapinatore ha anche tentato di ottenere un'ulteriore somma di denaro, offrendo alla vittima la restituzione del bene illecitamente sottratto a fronte di una somma di denaro (estorsione con cosiddetto cavallo di ritorno). E dopo gli ultimi colpi, l'attenzione resta sempre alta. Una cosa però è certa: accanto alla cronaca di tutti i giorni, al degrado, al vandalismo, alla droga, all'alcol e agli arresti c'è una comunità impegnata e creativa, un quartiere dalla doppia anima, che non smette mai di lottare.

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