Borgese, lo stupratore del taxi a processo per la seconda volta: «Molestò anche un'altra tassista»

Borgese, lo stupratore del taxi a processo per la seconda volta: «Molestò anche un'altra tassista»
di Adelaide Pierucci
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Martedì 6 Ottobre 2015, 05:43 - Ultimo aggiornamento: 22:07

Esibizionista e sospetto stupratore seriale. Processo bis in vista per Simone Borgese, il cameriere accusato di aver picchiato, violentato e rapinato a maggio una tassista da cui si era fatto portare a Piana del Sole. La procura ha chiuso un'altra inchiesta sul suo conto, ritenendo che abbia molestato un'altra tassista.

Una giovane che, come accertato dalla procura, una decina giorni prima dello stupro della collega, aveva avuto la sfortuna di ricevere la prenotazione del cameriere. Un cliente che aveva subito assunto un atteggiamento anomalo: assorto in assoluto mutismo si era tirato giù la zip per compiere pratiche di autoerotismo, terrorizzandola.

La donna, però, nonostante fosse stata invitata a tacere, aveva avuto la prontezza di urlare al cliente di andare via, accostando il taxi su un marciapiede prima della fine della corsa. «Sono stata miracolata» si è sfogata poi in lacrime, quando ha saputo quanto capitato alla collega. La polizia scientifica aveva anche isolato il dna dell'uomo come futura prova. A distanza di mesi, invece, è bastato il riconoscimento della vittima a inchiodarlo. «Non potrò mai dimenticare quei minuti terribili. E' lui senza ombra di dubbio» ha detto la tassista costretta a subire l'esibizionismo del cliente.

Per questa nuova imputazione il pm Eugenio Albamonte, titolare dei fascicoli su Borgese, contesta il reato di atti osceni. A questa contestazione si aggiunge l'altra di insolvenza fraudolenta per non aver pagato la corsa: una routine, per l'indagato, che lo aveva portato a diventare uno dei clienti sospettati dopo lo stupro della tassista.

DENUNCIATO DA UNA MINORENNE

Intanto oggi si aprirà a piazzale Clodio il processo principale a carico di Borgese, quello che lo ha portato a giudizio per violenza sessuale aggravata, rapine e lesioni proprio per lo stupro a Piana del Sole. Ma per il cameriere ci sono altri guai in vista: presto potrebbe essere fissato un terzo processo per la tentata violenza di una ragazza di 17 anni che, nel luglio 2014, fu inseguita e poi palpeggiata in un ascensore. La ragazza riconobbe il molestatore dopo la pubblicazione della sua foto per lo stupro della tassista.

Spetterà ora ai giudici della quinta sezione collegiale processare per primi Simone Borgese. In sede di udienza preliminare era stato respinto l'abbreviato per l'indagato. Il gip Luciano Imperiali, infatti, non aveva accolto la richiesta del rito (che in caso di condanna prevede lo sconto di pena pari a un terzo) perché condizionato alla concessione di una perizia psichiatrica alla luce di presunti disturbi della personalità manifestati dall'imputato.

Alla mania del cameriere, però, non è mai stata data una interpretazione patologica. I giudici del Riesame, nel negare la scarcerazione di Borgese, avevano definito come «allarmanti le modalità e le circostanze della violenza, dimostrative dell'elevata pericolosità sociale dell'indagato, che lungi dall'essere stato colto da un raptus, come dichiarato, ha lucidamente condotto la vittima, la tassista, la mattina presto in un posto isolato, dove ha approfittato di lei con modalità fortemente aggressive e violente». La donna l'aveva implorato, inutilmente, di «avere un po' di umanità...».