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Stipendi in Campidoglio, tutti i consulenti assunti come funzionari: così hanno evitato i bandi

Stipendi in Campidoglio, tutti i consulenti assunti come funzionari: così hanno evitato i bandi
di Simone Canettieri
3 Minuti di Lettura
Sabato 13 Agosto 2016, 09:02
Nell'infornata delle prime sedici nomine degli staff del Campidoglio, eccezion fatta per il capo di gabinetto Carla Romana Raineri, non ci sono articoli 110, e cioè posizioni da dirigenti. Ma tutti collaboratori assunti ex articolo 90, cioè come funzionari, sempre legati in maniera fiduciaria dall'amministrazione pentastellata (potrebbero essere licenziati nel caso la fiducia venisse meno o sono destinati a decadere con l'arrivo di una nuova amministrazione). Il trattamento in euro però, per gran parte di questi, è «parametrato alla fascia massima economica del contratto nazionale dei dirigenti».

L'ESCAMOTAGE
Ergo: stipendi quasi simili (non ci sono i premi a obiettivo) ma responsabilità e mansioni totalmente differenti. Un funzionario, ex articolo 90 appunto, non ha potere di firma né ha altre persone alle proprie dipendenze da supervisionare. Al contrario appunto del dirigente. Nell'ultima giunta ha dato il via alle assunzioni ce ne sono diversi di funzionari-dirigenti. E' il caso, per esempio, dell'avvocato Paolo Saolini e dell'ingegnere Eric Sanna, entrambi entrati nello staff di Daniele Frongia, il vicesindaco. Questo escamotage (usato in precedenza anche da altre amministrazioni) riguarda sempre per citare qualche esempio Andrea Mazzillo (nello staff della sindaca Virginia Raggi) e Ciro Scotto (capo segreteria dell'assessora alla Mobilità, Linda Meleo).

LE INCHIESTE
La mossa non è appunto casuale, ma serve a non indire bandi e dunque scegliere a chiamata, a discrezione. Un articolo 110 infatti deve essere assunto attraverso una selezione pubblica. Altrimenti c'è il rischio di incorrere nelle inchieste della Procura e della Corte dei conti, come capitato appunto agli ultimi due predecessori della Raggi. In questo modo invece no. Esperti amministrativisti reputano questa procedura «nella norma», anzi è richiamata anche nel contratto nazionale sarebbe contestabile solo nel caso di un curriculum non in grado di giustificare un stipendio equiparato a quello di dirigente. Ma i cv ancora non sono on line sul sito del Comune e quindi servirà tempo per spendere giudizi, anche se le pagine Facebook dei diretti interessati, nella maggior parte dei casi, un merito lo confermano: sono tutti fedeli all'ortodossia del Movimento 5 Stelle (anche qui, niente di nuovo sotto il sole).
Se finora le spese di staff hanno superato il milione di euro, non è escluso che lieviteranno ancora. Anzi, è scontato. La pratica infatti non è chiusa. Manca gran parte dell'ufficio stampa.
 
LA SECONDA TRANCHE
Al momento c'è solo Teodoro Fulgione, esperto giornalista proveniente dall'Ansa, come portavoce del sindaco, ma non sono state contrattualizzate altre figure che di fatto hanno lavorato per quasi 90 giorni in Campidoglio come fantasmi, senza contratto. Il primo nodo da sciogliere riguarda Augusto Rubei, portavoce della Raggi in campagna elettorale, che farà parte dello staff comunicazione in Comune. Stesso discorso per Ghislana Caon e Massimo Castiglione (responsabile dei social network, ormai canale principale di comunicazione per la Raggi che salta regolarmente il dialogo con i giornalisti, mai è stata convocata una conferenza stampa). Ghislana Caon e Massimo Castiglione Questi lavorano da quasi due mesi a titolo gratuito, quindi sono dei volontari, anche se resta da capire come potessero entrare in Campidoglio e usare telefoni e pc. Lo staff della comunicazione rimane in sospeso, anche se probabilmente, proprio per l'uso massiccio dei social network e il tutoraggio dalla Camera del potente Rocca Casalino, difficilmente ci saranno gli stessi numeri del passato. In fondo, se il sindaco deve dire due cose in diretta su Facebook, basta uno a cui non tremi la mano che tenga uno smartphone.