Buche e verde, in Campidoglio 20 super manager sblocca-gare

Lunedì 12 Novembre 2018 di Fabio Rossi
Le scelte si completeranno a stretto giro: giovedì, per esempio, sono in programma i «colloqui motivazionali» delle «procedure di selezione pubblica per copertura, mediante costituzione di rapporti di lavoro a tempo determinato» di sette posizioni dirigenziali all'interno della macchina amministrativa del Campidoglio: dalla direzione Trasporto pubblico locale alla Centrale unica lavori pubblici. I famosi dirigenti esterni ex articolo 110 che Virginia Raggi, nell'intervista pubblicata ieri dal Messaggero, ha annunciato di voler reclutare «per inserire nuova linfa in una struttura ferita dalle inchieste, paralizzata dalla paura di sbagliare e prendersi responsabilità».

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I MOTIVI
Si cerca una ventina di dirigenti esterni - più altri che arriveranno nel 2019 - in grado di chiudere la nuova macrostruttura di Palazzo Senatorio, disegnata dal direttore generale Franco Giampaoletti, soprattutto nei settori nevralgici: lavori pubblici e urbanistica. Dipartimenti fondamentali che non riescono a dare risposte efficaci. Ecco perché ci sarà un'iniezione di professionalità e manager esterni. La sindaca lo dice a chiare lettere: dopo le ultime inchieste, che hanno messo in luce alcuni meccanismi utilizzati in passato, negli uffici del Comune di Roma è diventato difficile trovare dirigenti e funzionari disposti a mettere la firma sotto atti delicati ma fondamentali per la macchina amministrativa.

LO STOP
Lo dimostra la difficoltà con la quale, negli ultimi anni, sono state costituite le commissioni aggiudicatrici degli appalti capitolini. Tra malattie e impegni di altro tipo, le sedute sono andate troppo spesso deserte, paralizzando gare molto importanti: dalla manutenzione straordinaria delle strade a quella del verde, interventi in settori cruciali della vita cittadina sono rimasti bloccati anche oltre un anno. Comprensibile che Raggi, nella fase due della sua giunta, voglia cambiare decisamente marcia e far partire con regolarità i progetti che l'amministrazione riesce a mettere in campo.

LE PROCEDURE
Complessivamente, il piano ideato la scorsa primavera prevede il reclutamento di 20 posizioni apicali, almeno per l'anno in corso. Costo complessivo dell'operazione: circa 2 milioni di euro all'anno. Andranno tutti a guadagnare una cifra compresa tra i 90 e i 110 mila euro. Un'anteprima della necessità di guardare all'esterno si era vista alcuni mesi fa, quando il Campidoglio cercò tra i suoi dirigenti un manager a cui affidare la direzione Rifiuti, risanamenti e inquinamenti. Insomma, la poltrona da cui coordinare e gestire una delle grandi emergenze della Capitale: l'immondizia che tracima dai bidoni un giorno sì e l'altro pure. Nessuno dei 200 dirigenti si fece vivo per quell'incarico: il dipartimento Ambiente dovette ammettere «l'assenza di candidature da parte della dirigenza capitolina» e si mise a cercare fuori. Ecco perché ora si cerca all'esterno, sperando che la proposta - contratto a termine di tre anni - non si perda nel vuoto. L'innesto di nuovi dirigenti va di pari passo con il rimpasto di giunta, annunciato dalla sindaca: le ultime indiscrezioni parlano dello spostamento di Daniele Frongia al Patrimonio.
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