Anche la Coppa Città di Rieti
condizionalta dal maltempo.
Il ricambio generazionale azzurro

Giovedì 16 Agosto 2018 di Giacomo Cavoli
Luca Frigerio

RIETI - A cinque giorni dal termine della Coppa Città di Rieti e delle gare volovelistiche reatine, non si vede invece la fine del maltempo. O forse sì, quando, probabilmente a partire da domani e fino a domenica, i quasi 60 piloti della Ccr potranno forse interrompere la striscia negativa di due o anche tre giornate di stop, decollando di nuovo dal Ciuffelli per racimolare almeno i tre giorni minimi necessari all'omologazione della gara, dopo l'unico volo valido di lunedì scorso, prima del blocco fino a Ferragosto compreso.
 

Più che un'impossibilità totale, a frenare le speranze di tutti è l'incertezza di una meteo che, come ieri, dichiarava pioggia per poi riservare soltanto il classico vento da post-frontale del maltempo estivo, e che in vista di oggi non sembra destinato a cambiare di molto le carte in tavola, lasciando la direzione gara di Aldo Cernezzi e le previsioni meteorologiche di Ezio Sarti indecisi fra un'ipotesi di conclamato maltempo o l'opportunità di assegnare task brevi e con decolli notevolmente anticipati rispetto alla consueta tabella di marcia.  
 

IL RICAMBIO GENERAZIONALE DELLA FLOTTA AZZURRA

Al Ciuffelli è tornato lo scorso anno dopo qualche edizione d'assenza, chiudendo la Coppa Città di Rieti al settimo posto e vincendo anche l'ultima giornata, pilota in biposto nel Gruppo B vinto dall'amico di sempre Riccardo Brigliadori. Quest'anno Luca Frigerio vuole di nuovo dire la sua sulla questione - stavolta in coppia con Roland Zaccour (che della nazionale italiana è team captain) - ma con, in più, a 44 anni, l'incarico di commissario tecnico della nazionale italiana di volo a vela, ruolo ratificato lo scorso marzo dall'Aero Club d'Italia dopo la proposta della figura di Frigerio, ad ottobre scorso, da parte dell'ex coach azzurro Luciano Avanzini. «Non posso negarlo, per età e per esperienza la nomina a commissario tecnico è stata una sorpresa» confessa Frigerio.
 

Socio dell'Aeroclub Volovelistico Lariano di Alzate Brianza, Frigerio ha preso in mano le redini della nazionale osservando dall'alto, come fosse in volo, i problemi che, negli ultimi anni, hanno acuito il mal di vivaio giovanile degli azzurri: «Purtroppo, sotto l'aspetto dell'avanzamento tecnico della nostra nazionale ci siamo fermati ad una decina di anni fa - spiega - Negli ultimi anni abbiamo portato a casa risultati importanti grazie anche a due campioni del mondo come Giorgio Galetto e Stefano Ghiorzo, o allo stesso Riccardo Brigliadori. Però, come accade per tanti altri sport, abbiamo eccellenze ma non una base consistente, un vivaio che ci consenta di garantire il ricambio generazionale necessario. Alcuni dei piloti iniziano a non essere più ai livelli dei massimi vertici mondiali - prosegue - Ad esempio, sebbene Giorgio Galetto si sia ritirato ufficialmente dalle gare internazionali, in cuor mio spero che si riaffacci a questo tipo di competizioni perché ha un'ottima esperienza ed è un pilota che può portare ancora a casa dei grandi risultati. Poi, penso anche a tanti bei nomi del volo a vela nazionale, come Stefano Meriziola, Ugo Paolillo (giudice, ex pretore e procuratore del tribunale di Rieti, detentore anche del record dei 1.000 km percorsi in un solo volo) e Alessandro Bruttini (responsabile tecnico degli stage dell'Aero Club Centrale di Rieti)».   
 

«Certo, giovani in azzurro ce ne sono - prosegue Frigerio - Come Giacomo Dall'Olio, Simone Selvini e Davide Schiavotto (il compagno di Luca Urbani in classe Club, ai campionati europei di Rieti 2015) che, accompagnato da Leonardo Brigliadori e poi da Riccardo, ha i numeri per poter fare i primi posti in un mondiale».
 

Un cambiamento, tecnico e culturale della nazionale e a favore delle future promesse, per il quale Frigerio ha già individuato i primi nodi sui quali iniziare a lavorare: «Includendo il commissariamento dell'Aero Club d'Italia nel febbraio scorso, nel corso dell'ultimo anno nel mondo del volo italiano è iniziato un processo di cambiamento nei confronti del quale nutro forti speranze che possa aiutare a migliorare la nostra situazione - commenta il ct - Sarà necessario un duro lavoro per portare a casa risultati continuativi in gare internazionali, a partire da un maggior affiatamento fra i piloti in maglia azzurra e dalla standardizzazione dei voli di coppia nelle gare in cui saremo impegnati, oltre ad impostare un lavoro per correggere la cultura aeronautica del nostro paese, lasciando meno soli i giovani volovelisti neo-brevettati e spingendoli invece a trovare modelli sportivi da emulare attraverso maggiori occasioni per poter sperimentare voli di perfezionamento e con formule che ne agevolino i costi».
 

RIETI PER L'ITALIA

Lo scorso primo agosto, prima giornata di gara della Coppa Internazionale del Mediterraneo, a lasciare il segno - in positivo - erano state soprattutto le dichiarazioni del commissario straordinario dell'Aero Club d'Italia, Pierluigi Matera il quale, in visita al Ciuffelli, ha rimarcato come Rieti possieda tutte le carte in regola per poter presentare la candidatura ai campionati mondiali di volo a vela del 2022, oltre ad avere conclamate potenzialità per divenire centro tecnico federale di riferimento sul suolo nazionale e non solo.  
 

Dopo le edizioni del 1985 e del 2008, l'assegnazione dei campionati mondiali del 2022 a Rieti sarebbe un evento fantastico, perché avere un appuntamento iridato in casa nostra è sempre una bella notizia, e questo è probabilmente il posto migliore dove poter svolgere un campionato del mondo, per spazi e condizioni meteo. La morfologia di questo territorio rappresenta poi una novità rispetto alla pratica di assegnare eventi mondiali in luoghi fortemente pianeggianti, e spero che di questo possano avvantaggiarsene i nostri piloti».
 

«Il centro tecnico federale è un discorso più ampio, sul quale si sta iniziando a ragionare ora - aggiuge Frigerio - Rieti è già punto di riferimento grazie agli stage di alta performance offerti dall'Aero Club Centrale, ma il centro tecnico potrà rivelarsi funzionale al progetto di costituzione di un vivaio di rilievo nel panorama del volo a vela italiano».

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