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La suora neomamma e il viaggio in Salvador: è successo tutto lì

La suora neomamma e il viaggio in Salvador: è successo tutto lì
di Mario Bergamini
3 Minuti di Lettura
Domenica 19 Gennaio 2014, 10:53 - Ultimo aggiornamento: 22:49

Un viaggio in El Salvador, la scorsa primavera, per andare a trovare la propria famiglia. A confermarlo, contrariamente a quanto emerso ieri, alcune fonti ecclesiastiche reatine. La suora salvadoregna di 32 anni che martedì notte ha messo al mondo un bimbo di tre chili e mezzo, al quale ha imposto il nome di Francesco Sandrino, potrebbe essere rimasta incinta durante la permanenza nel Paese del centro America. E non è neppure da escludere che sulla giovane sorella sia stata esercitata violenza. Sul punto, la Curia però non si sbilancia e adopera la massima cautela possibile, rimandando ogni valutazione a quanto tutta la vicenda assumerà contorni più chiari. «Dovremo ascoltarla - spiega il portavoce del vescovo, Massimo Casciani - per capire se il bimbo sia frutto di una violenza o di un rapporto consenziente». La giovane suora, da parte di chi la conosce bene, viene descritta come «solare, generosa e al tempo stesso ingenua. Una donna che a 32 anni ha mantenuto il candore innocente di una ragazza di 15 anni». Un candore e un entusiasmo di vivere messo in questi giorni a dura prova, tanto da indurla a rifiutare, al momento, qualsiasi contatto con il mondo esterno. La religiosa non ha incontrato nessuno e nessuno vuole vedere. «Mi sono recato questa mattina (ieri, ndr) nel reparto di ostetricia, ho benedetto i bambini e ho provato ad incontrare la suora ma non vuole vedere nessuno», spiega don Cesare Silvi, cappellano dell’ospedale de Lellis di Rieti. «Sono stato molto discreto - ha aggiunto il cappellano - ho provato a vedere se aveva bisogno di qualche cosa o mi voleva ricevere ma la sorella al momento ha detto che non vuole vedere nessuno. Confermo che sta bene ed è ancora ricoverata e sta ricevendo grandissima solidarietà dalle altre mamme che si trovano nello stesso reparto».

Blindata al de Lellis Al de Lellis, la suora neo mamma potrebbero restare fino a domani o al massimo martedì. Ma da ieri pomeriggio non si trova più nel reparto di Neonatologia, ma al settimo piano della struttura sanitaria, blindatissima e super protetta dalle suore Camilliane che operano in ospedale e non permettono a nessuno di avvicinarla. A rinforzare il cordone di riservatezza, ieri pomeriggio al de Lellis ha stabilmente stazionato anche una pattuglia della squadra Volante della Questura. La religiosa, presumibilmente, resterà all’interno della struttura fino a quando non sarà trovata una sistemazione adeguata a lei e al neonato, dando quasi per certo che non farà ritorno nel convento di Campomoro.

Il futuro Ma dove sarà accolta, dove troverà ospitalità con suo figlio? «Come Caritas diocesana - dice don Benedetto Falcetti, direttore della struttura di Rieti e parroco di San Michele Arcangelo, la parrocchia frequentata dalla suora - ci stiamo muovendo per trasferire la nostra consorella in una struttura per ragazze madri gestita da noi e lontano da Rieti. Non vogliamo giudicare, ha peccato ma noi seguiamo la via del perdono». «Di certo - aggiunge don Fabrizio Borrello, parroco di Regina Pacis - anche se ha sbagliato non la lasceremo sola. La nostra Diocesi si occuperà di trovare una sistemazione degna per mamma e figlio. Capisco le reazioni a caldo di suor Erminia, la madre superiore delle Piccole discepole di Gesù, ma sono altrettanto certo che, se ce ne fosse bisogno, l’accoglieranno a braccia aperte».

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