Rieti, «Un minuto che vale una vita»:
screening gratuito per gli over 60
contro l'aneurisma aortico addominale

Giovedì 16 Giugno 2016
RIETI - «Un Minuto che vale una Vita» è il titolo della iniziativa sulla prevenzione della rottura dell’aneurisma aortico addominale, che si svolgerà sabato 18 e domenica 19 giugno a Rieti, presso la sala consiliare del Comune e in piazza Vittorio Emanuele II. L’iniziativa, patrocinata dalla Asl di Rieti e dal Comune di Rieti, è organizzata dall’Unità operativa complessa di Chirurgia Vascolare del de Lellis diretta dal professor Massimo Ruggeri. Ogni anno, in Italia, 6 mila persone muoiono per la rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, una dilatazione localizzata permanente dell’arteria. La patologia, silente, nell’85% dei casi, si manifesta con una complicanza: la rottura o l’embolizzazione periferica. Quando si interviene in emergenza, un paziente su due muore. Ma il rischio si riduce al 3% quando il chirurgo vascolare può programmare l’intervento. Di prevenzione della rottura dell’aneurisma dell’aorta addominale si parlerà nella mattina di sabato nella sala consiliare del Comune di Rieti durante un convegno, alla presenza di medici, tecnici e specialisti del settore.

Ma «Un Minuto che vale una Vita» è anche una iniziativa di sensibilizzazione e prevenzione che offre la possibilità, ai cittadini tra i 60 e gli 85 anni (fascia di età in cui si riscontra la maggior incidenza della patologia), di una consulenza specialistica e un esame diagnostico gratuiti; grazie ad una postazione allestita presso piazza Vittorio Emanuele II, sabato 18 (pomeriggio) e tutta domenica 19 giugno, i medici dell’Uoc di Chirurgia Vascolare del de Lellis effettueranno un esame ecografico addominale gratuito per valutare il diametro dell’aorta addominale ed individuare l’eventuale presenza di un aneurisma.

«La prevenzione – dichiara il professor Massimo Ruggeri - è un aspetto fondamentale della medicina moderna che va promosso e incentivato in un sistema sanitario che si prenda cura non solo della malattia in sé ma della persona, anche quando è in apparente buona salute. Del resto –prosegue Ruggeri - l’efficacia dello screening nel ridurre la mortalità derivata dalla rottura dell’aneurisma aortico addominale è stata dimostrata dallo studio Multicenter Aneurysm Screening Study (Mass) realizzato nel Regno Unito, che ha documentato la previsione di oltre 2 mila morti evitate l’anno».

L’aneurisma dell’aorta addominale è una dilatazione localizzata permanente dell’arteria che colpisce oltre 700mila persone in Europa (84mila in Italia) con circa 220mila nuovi casi diagnosticati ogni anno (27mila nel nostro Paese). L’incidenza è stimata tra il 4% e l’8% negli uomini e tra lo 0,5% e l’1% nelle donne con più di 60 anni.

L’appartenenza al sesso maschile costituisce, infatti, uno dei fattori di rischio, oltre al fumo, all’invecchiamento o a malattie come l’aterosclerosi, la broncopneumopatia cronica ostruttiva ed alcune malattie infettive. Questi dati, unitamente al continuo allungamento della vita media, prefigurano per il prossimo futuro una vera e propria emergenza vascolare.


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