Intervento record al Gemelli, il direttore Elefanti: «Quel paziente strappato alla morte grazie a un perfetto lavoro di squadra»

«Raccolti i frutti di un percorso che punta a ottimizzare i tempi e la collaborazione tra professionisti»

Intervento record al Gemelli, il direttore Elefante: «Quel paziente strappato alla morte grazie a un perfetto lavoro di squadra»
di Raffaella Troili
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Giovedì 24 Agosto 2023, 21:24 - Ultimo aggiornamento: 27 Agosto, 08:56

Una buona notizia, un salvataggio record. Un uomo di 82 anni è stato salvato al Policlinico Gemelli dopo la rottura di un aneurisma con un intervento record di 45 minuti. Imprese che spesso restano oscure, quando meritano plauso e risalto. 

Direttore Marco Elefanti, valeva davvero la pena diffonderla.
«Ho sentito il dovere di rappresentare la dedizione, l’abnegazione e la straordinaria performance clinica e organizzativa del nostro team di medici e operatori sanitari».

Il risultato di un percorso avviato da tempo.
«È questo, quello che più mi preme sottolineare e portare all’attenzione.

Questo intervento è stato reso possibile da una efficace attuazione di un percorso assistenziale implementato nel nostro Policlinico per il trattamento della Patologia Aortica come per altre numerose patologie».

Non solo un gioco di squadra ma un attento lavoro di organizzazione.
«In questo caso lo specifico processo, nonché il percorso messo in atto la notte di Ferragosto si è rivelato un riferimento essenziale per attivare in pochi minuti le articolate competenze necessarie con un modello che ha permesso - grazie a un eccezionale timing di gestione - di salvare una vita umana. Il tutto, dall’arrivo del paziente in ospedale si è svolto in meno di un’ora: un risultato che è davvero straordinario».

Sempre operativi: una corsa contro il tempo, un uomo strappato alla morte, in una notte che per chi è di turno è come tutte le altre. 
«Non sono casi isolati, noi medici lo sappiamo bene. Ma per la natura dell’intervento e il momento in cui si è realizzato, volevo motivare gli operatori, comunicare come è giusto che sia queste performance. Che sono il risultato di numerosi fattori».

Fattori su cui da tempo lavora il Gemelli.
«Come la codificazione dei percorsi per agire rapidamente, l’esigenza di interventi dove la tempestivita è decisiva, proprio i minuti sono decisivi e altrettanto sono necessarie le competenze interdisciplinari che in quell’esatto momento devono convergere sul paziente in modo tempestivo».

Una strategia, un modello vincenti.
«La sintesi è che risultati del genere si possono raggiungere solo se tutta l’organizzazione è già estremamente preparata, ha programmato percorsi di cura necessari per realizzare questo tipo di prestazioni, avendo chiarito quali sono i ruoli reciproci in anticipo».

Tutto questo, in modo da non perdere tempo, non trovarsi minimamente in affanno, nonostante la tensione, la passione e la concitazione che fanno parte della professione di un medico.
«E tutto questo è costruito ex ante, lavorando sulla realizzazione di una serie di percorsi diagnostici e di cura in modo da attivare tutto sempre in tempo. In questo modo, come è dovere di noi medici, tutti i 365 giorni dell’anno i percorsi sono attivi a qualunque ora del giorno e della notte». 
R.Tro.

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