Rieti, finita la settimana delle Invalsi
allo Jucci, ecco il feedback
degli studenti

Rieti, finita la settimana delle Invalsi allo Jucci, ecco il feedback degli studenti
di Vittorio Giuliano
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Lunedì 25 Marzo 2019, 09:55

RIETI - Sabato 23 marzo si è conclusa, nel Liceo Scientifico Carlo Jucci, la settimana dedicata alle prove Invalsi, da quest’anno obbligatorie per i ragazzi del quinto.

Novità introdotta nel corrente anno scolastico, le prove, una d’italiano, una di matematica ed una di inglese, hanno suscitato non poche preoccupazioni nei ragazzi a causa della iniziale incertezza riguardo alla portata con la quale avrebbero influito nella valutazione finale dell’esame di stato.

Timori quegli degli alunni che sono state ampiamente ridimensionati dopo che Roberto Ricci, responsabile area prove dell'istituto Invalsi, durante un’intervista per un sito di informazione per gli studenti (Skuola.net ) ha evidenziato che, almeno per quest’anno, il risultato conseguito dagli alunni non avrebbe influito né per l’ammissione agli esami di stato né per la valutazione finale, ma avrebbe avuto un’importanza circoscritta nell’ambito del curriculum scolastico dei ragazzi.

Soffiato via, dalle dichiarazioni del dirigente, l’alone di preoccupazioni, gli alunni si sono preparati nei mesi precedenti alle prove con del materiale acquistato ad inizio anno scolastico, in modo da arrivare il più preparati possibile ai test.

Concluse le verifiche, il feedback degli alunni è stato positivo, le prove, infatti, non sono risultate difficili: «Le ho trovate, complessivamente, non troppo impegnative se affrontate con la giusta concentrazione - dice Lorenzo Conti del 5s - La prova di matematica era più facile di quanto mi aspettassi mentre quella di italiano è stata più impegnativa in quanto, a mio avviso, era necessaria una maggiore costanza per tutta la durata della prova: i testi non erano sempre di immediata comprensione».

Opinione simile anche quella di Dario Santoni del 5B: «Secondo me erano alla portata di tutti - dice infatti il ragazzo. Ho trovato la prova di matematica sotto il livello generale della classe, molto banale a livello di contenuti, e quasi priva di argomenti del programma di quinto. La prova di italiano era molto standard, 6 testi con domande di comprensione e un testo con domande sulla lingua».

Comune è anche l’impressione riguardo alla prove di inglese: questa tra le tre è stata indicata, dagli alunni, come la più complessa specialmente la parte del listening nella quale sono emersi diversi problemi legati all’attrezzatura della scuola tant’è che alcuni ragazzi hanno dovuto usufruire delle cuffie dei propri dispositivi cellulare.

Concluse le prove, si tirano le somme: «Riteniamo molto importante l’aggiunta di questo strumento come fonte di autovalutazione - dice la preside dello Jucci, Stefania Santarelli - Già presenti nel secondo anno liceale, la loro introduzione anche alla fine del triennio conclusivo è funzionale ad un’analisi sull’offerta formativa che la scuola mette a disposizione, per comprendere dove lavorare al fine di continuare a migliorare per il bene degli alunni. Per questa ragione la nostra scuola ci ha tenuto particolarmente al fatto che queste verifiche venissero svolte con il massimo della serietà».

Il dirigente del liceo di Piazza San Francesco manda anche un messaggio importante sottolineando come tali prove potrebbero arricchirsi ulteriormente comprendendo un dialogo tra ministero e docenti, in modo tale da coinvolgere anche il corpo insegnati all’interno di questo processo di valutazione conclusiva riguardo alle competenze ottenute dagli alunni in questo lungo percorso di 13 anni.

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