Rieti, appalti Ares: lavori in casa
per la firma della convenzione

Sabato 3 Giugno 2017

RIETI - Gli avvocati degli indagati preparano le strategia difensive, la procura della Repubblica continua ad affondare il coltello nella carne fresca di una città ancora sbigottita. E così, giorno dopo giorno, emergono altri particolari non proprio edificanti in merito all’inchiesta che ha acceso i riflettori sugli appalti del servizio di emergenza del soccorso. Inchiesta che ha portato all’emissione di ben dodici avvisi di conclusione delle indagini, dove si ipotizzano i reati di abuso di ufficio concussione, corruzione, peculato, falso ideologico, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture per un danno erariale accertato di oltre 4 milioni di euro.

Dalle carte in mano alla procura, infatti, emergerebbero anche lavori edili nell’abitazione di un indagato in cambio dell’affidamento o del rinnovo della convenzione per il servizio di ambulanze nel territorio della provincia. L’accusa è rivolta, nello specifico, ad Alfonso Tesoriere. Per i carabinieri avrebbe condizionato il rinnovo delle convenzioni all’associazione di volontariato «Marcello Migliorati Croce verde di Collevecchio» e al Consorzio servizi sanitari di Rieti alla consegna, in più occasioni, di beni e servizi per un valore economico di circa 14mila euro.

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