I Jalisse ancora esclusi dal Festival di Sanremo: «Non capiamo questo ostracismo nei nostri confronti»

I Jalisse ancora esclusi dal Festival di Sanremo: «Non capiamo questo ostracismo nei nostri confronti»
di Sabrina Vecchi
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Sabato 11 Dicembre 2021, 00:39 - Ultimo aggiornamento: 00:40

RIETI - Alla Festa del Secolo del 1997 che in quegli anni si teneva nell’ex Zuccherificio furono i più acclamati. Fila, autografi e servizio d’ordine per i Jalisse, vincitori del Festival di Sanremo di quell’anno con “Fiumi di parole”. Poi, Alessandra Drusian e Fabio Ricci, nativo di Ornaro e molto conosciuto in Sabina, sul palco dell’Ariston non sono più tornati. Ben venticinque i rifiuti ricevuti dalla commissione artistica del Festival, e stavolta i Jalisse non ci stanno: «Non siamo arrabbiati, ma abbiamo voluto far sentire la nostra voce».

Lo sfogo. Lo sfogo per l’ennesima esclusione è stato affidato alle pagine social dei due artisti, insieme al testo della canzone inedita presentata per partecipare alla kermesse di cui hanno scritto parole e musica. «Siamo amareggiati – dice la coppia – viviamo con il nostro lavoro, lo difendiamo e abbiamo fatto tantissime cose dopo la vittoria sanremese. Facciamo progetti, serate sold out, l’ultima tournée internazionale prima del Covid ci ha portati a Mosca. Eppure, la nostra è l’esclusione da un circuito, niente radio, niente tv: non capiamo questo ostracismo verso di noi, non ce lo spieghiamo proprio. Siamo una famiglia, due persone perbene, siamo amati dal popolo». 

Gli ammiratori. Porte chiuse a Sanremo, ma tanto affetto da parte degli ammiratori, che non li dimenticano: «Sono stati moltissimi i commenti che abbiamo ricevuto, ci sentiamo amati. Precisiamo che non abbiamo nulla contro Amadeus, che dobbiamo solo ringraziare. Ci invitò a Ora o mai più, poi ha invitato Alessandra a Tale e quale, niente da dire su di lui e sul pubblico, come sul nostro ufficio stampa che ci ha sempre sostenuto». Nessuna solidarietà da parte dei colleghi del mondo della musica, anche se qualcosa da parte degli addetti ai lavori pare muoversi, dopo questa ennesima esclusione: «Fiumi di parole è una melodia che dopo tanti anni tutti si ricordano, eppure quel podio non è andato giù. Siamo ancora fermi alle accuse di aver scippato la vittoria o a quelle di plagio. E dire che i Roxette non si sono mai fatti sentire...».

Eppure, dei Jalisse si parla ancora sul palco di Sanremo: l’anno scorso Fedez e Francesca Michielin fecero una cover sul loro pezzo vincitore, lo stesso fece Paola Cortellesi qualche anno prima. «Ci sono le citazioni, però non ci siamo mai noi, sembra che questo pregiudizio dovremo portarcelo dietro a vita». Alessandra e Fabio sono uniti dal 1993 e fanno anche coppia nella vita.

«Fabio ha tutti i parenti a Ornaro - dice Alessandra - veniamo spesso, sono posti dove ci ricarichiamo». E c’è il nipote di Fabio, Valerio, che cerca la sua strada attraverso l’onoterapia: «Ha comprato tre asinelli, per far stare meglio i bambini. Amiamo questo tipo di cose, semplici e guadagnate col lavoro che si ama». Riprovare ancora con Sanremo? «Certo – risponde Fabio – siamo tenaci». Alessandra conferma: «Non credo che tutti nella vita siano riusciti subito, chi non ha vissuto porte chiuse in faccia e rifiuti? Lo facciamo anche per loro, perché in fondo siamo tutti un po’ Jalisse».

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